venerdì 11 aprile 2014



A qualcuno
saranno
fischiate  
le orecchie

Ho seguito con grande interesse la convention tenuta sabato scorso all’auditorium Massimo all’Eur, organizzata dal Ministro della Salute del governo Renzi, Beatrice Lorenzin.
E questo non soltanto perché  la Lorenzin è stata una delle mie più valide collaboratrici a “Il Giornale di Ostia” ma perché ero curioso di vedere in prima persona come se la sarebbe cavata in una prova così impegnativa.
Sono uscito dall’auditorium esterrefatto.
Chiedendomi dove fosse finita quella collaboratrice così discreta, della quale a malapena notavo la presenza in redazione, per la verità però sempre acuta, capace e professionalmente una spanna superiore agli altri. Mi sono infatti ritrovato di fronte un politico davvero di primo piano, dalle idee chiare, per nulla leziosa o inconcludente come tanti altri suoi colleghi. Un politico, come veniva definito una volta, “di razza”, capace di appropriarsi di un argomento e di sviscerarlo alla platea in maniera chiara, precisa mai confusa.
E così mi sono gustato i suoi giudizi che non hanno risparmiato nessuno e quel che più mi ha lasciato di stucco non sono mai apparsi strumentali. Piuttosto meditati e francamente difficilmente contestabili.
Su Berlusconi: “testardo ed alle prese con i suoi conflitti di interessi”; sui suoi ex amici di Forza Italia: “inconcludenti, dilaniati da lotte per la supremazia ed il compiacimento al capo”; su Grillo”: populista orfano di un vero progetto politico”; su Renzi: “l’alleato di oggi ma il nemico di domani”.
Sono certo che quel giorno a molti saranno fischiate le orecchie!

venerdì 4 aprile 2014



Ma fatti li
caz… tua

Confesso un mio peccato, non so se veniale oppure no, saranno i lettori a giudicarlo: a me piace Crozza!
Soprattutto mi piace quando imita Antonio Razzi, senatore abruzzese passato dalla Corte dei miracoli di Italia dei Valori alle truppe cammellate di Silvio Berlusconi. Mi piace quando ne fa la parodia con Andrea Zalone, suo insostituibile “braccio destro”, in interviste che invariabilmente si aprono con “Mah! Non direi… anche perché…” e terminano con la mano a chiudere la telecamera e la frase” ma fatti li cazzi tua, ma tu ce l’hai una famiglia e allora?”.
Certo che Razzi se non ci fosse dovrebbero inventarlo.
Adesso leggo che avrebbe presentato una proposta di legge, unico firmatario, (e vorrei ben vedere) in cui chiede di “istituire un registro di operatori di assistenza sessuale che segnalino alle autorità competenti l’eventuale danneggiamento dei condom (alias profilattici)”.
In altre parole – lo giuro è scritto sul sito del Senato della Repubblica, disegno di legge 1370 – “la disciplina dell’esercizio professionale della prostituzione attraverso  l’istituzione di operatori di assistenza sessuale (OAS) che risolverebbe il problema del regolare scorrimento del traffico  automobilistico prevedendo inoltre l’obbligo di denunciare alle autorità competenti l’eventuale danneggiamento del profilattico durante la prestazione. E precisamente entro il primo giorno feriale successivo all’evento amoroso”.
Amici lettori, ma vi rendete conto che questo è un senatore della Repubblica? Uno al quale gli italiani pagano uno stipendio di 20 mila euro al mese oltre a tutti i benefit per fargli scrivere queste imbecillità?

venerdì 28 marzo 2014

Senza
pudore


Ho letto con divertimento e qualche perplessità le dichiarazioni dell’ing. Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, sul fatto che potrebbe anche lasciare il suo incarico se Renzi dovesse confermare il taglio al suo stipendio annuale di 850 mila euro che si aggiungono ai circa 400 mila che prende per altre varie presidenze.
Per essere sicuro di non aver travisato quanto hanno riportato agenzia e gli altri quotidiani mi sono preoccupato di andare a leggere il testo pressoché integrale dell’intervento che ha scatenato le polemiche.
Nulla da eccepire: le dichiarazioni riprese dalla stampa rispecchiano esattamente le sue parole. Che in estrema sintesi sono: guadagno una miseria; i miei omologhi francesi, tedeschi e inglesi guadagnano quattro volte più di me; se Renzi continua ad insistere su questa linea (cioè riduzione dello stipendio) potrei anche dimettermi dall’incarico.
Per amor di Dio tutte posizioni legittime che mi pare però non tengano conto di qualche piccolo dettaglio. E per essere equipollente ne citerò anch’io tre: in tempi in cui quattro italiani su dieci vivono con poco più di 1500 euro mensili, ed io personalmente conosco almeno cinque laureati come lui in ingegneria elettronica disoccupati, lamentarsi perché guadagna “solo” un milione e 250 mila euro annui (850 più 400) è perlomeno ingeneroso; Moretti è davvero così sicuro che  in un altro paese, lui, come decine di altri manager pubblici, non sarebbe già stato licenziato viste come sono ridotte le nostre Ferrovie e le altre aziende non nominate?; infine: è altrettanto sicuro che altri paesi lo prenderebbero a guidare una azienda allo stipendio richiesto? Io no!
E voi?

venerdì 21 marzo 2014



Due facce
della stessa
medaglia

Leggo in una nota inviatami dal Ministero dell’Economia che l’Italia è uno dei pochi paesi firmatari l’accordo di Kyoto, che come è noto regola al ribasso le emissioni di CO2 nell’atmosfera, ad aver rispettato i parametri di diminuzione. Pensate che abbiamo ridotto queste emissioni dell’otto per cento a fronte di una media degli altri paesi del tre per cento.
Paesi che si chiamano Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.
Un primato senza dubbio di cui andare fieri.
Ma… Perché c’è un ma.
Pare che questa riduzione per noi sia dipesa dalla crisi economica che ha condizionato aziende e privati cittadini inducendoli ad inquinare di meno.
Insomma due facce della stessa medaglia, una positiva ed una no.
Dobbiamo accontentarci.

venerdì 14 marzo 2014



Una polemica
che sa di
pretesto

Sta sollevando scalpore la diatriba tra alcune associazioni di commercianti, come l’Ascom e la Confesercenti, e l’amministrazione municipale, in merito alla pedonalizzazione dei lungomari nel periodo estivo.
Ricapitolando: i primi sono nettamente contrari perché, a loro dire, “ucciderebbe” un settore già in coma profondo; la seconda favorevole perché consentirebbe ai cittadini un momento di svago a costo zero, Dio sa quanto necessario, visto i tempi.
Diciamo subito che  io sono favorevole alla seconda ipotesi.
Perché? Primo perché non credo che questo genere di crisi si possa risolvere penalizzando quanti intendono passeggiare un pomeriggio d’estate. Secondo: perché mi viene da chiedermi come mai quegli stessi commercianti che protestano e parlano di crisi si ostinano a non voler aprire la domenica? Terzo: la politica del “tutti in auto” abbiamo visto a cosa porta: parcheggi stracolmi, traffico a rilento, parcheggiatori abusivi. Niente in confronto a qualche bancarella.
In realtà Capobianco e Pugliè, Ascom e Confesercenti, premono per una Ostia a misura “dei loro interessi” e non invece a misura “d’uomo”.

venerdì 7 marzo 2014



Sinceri
sarò
sincero

Mi spiace che Fabrizio Sinceri il proprietario, o ex proprietario del Faber Beach, adesso sia ospite delle patrie galere. Per la verità non mi interessa più di tanto né il capo di imputazione e di conseguenza neppure le vicende che lo hanno portato ad essere un ospite non pagante di Regina Coeli.
Non mi interessa perché ad essere “sinceri” non lo ritengo un delinquente ma piuttosto un emerito fesso. Fesso perché si è giocato con un comportamento scriteriato quello che pure aveva raggiunto con enormi sacrifici, emerito fesso perché è entrato consapevolmente in un gioco più grande di lui sapendo di non avere nessuna possibilità di competere.
Diceva Francois  La Rochefoucauld, un filosofo francese del XVII secolo: “fare il furbo è la caratteristica di ogni imbecille”.