venerdì 11 aprile 2014



A qualcuno
saranno
fischiate  
le orecchie

Ho seguito con grande interesse la convention tenuta sabato scorso all’auditorium Massimo all’Eur, organizzata dal Ministro della Salute del governo Renzi, Beatrice Lorenzin.
E questo non soltanto perché  la Lorenzin è stata una delle mie più valide collaboratrici a “Il Giornale di Ostia” ma perché ero curioso di vedere in prima persona come se la sarebbe cavata in una prova così impegnativa.
Sono uscito dall’auditorium esterrefatto.
Chiedendomi dove fosse finita quella collaboratrice così discreta, della quale a malapena notavo la presenza in redazione, per la verità però sempre acuta, capace e professionalmente una spanna superiore agli altri. Mi sono infatti ritrovato di fronte un politico davvero di primo piano, dalle idee chiare, per nulla leziosa o inconcludente come tanti altri suoi colleghi. Un politico, come veniva definito una volta, “di razza”, capace di appropriarsi di un argomento e di sviscerarlo alla platea in maniera chiara, precisa mai confusa.
E così mi sono gustato i suoi giudizi che non hanno risparmiato nessuno e quel che più mi ha lasciato di stucco non sono mai apparsi strumentali. Piuttosto meditati e francamente difficilmente contestabili.
Su Berlusconi: “testardo ed alle prese con i suoi conflitti di interessi”; sui suoi ex amici di Forza Italia: “inconcludenti, dilaniati da lotte per la supremazia ed il compiacimento al capo”; su Grillo”: populista orfano di un vero progetto politico”; su Renzi: “l’alleato di oggi ma il nemico di domani”.
Sono certo che quel giorno a molti saranno fischiate le orecchie!

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