A qualcuno
saranno
fischiate
le orecchie
Ho seguito con grande interesse la convention tenuta sabato
scorso all’auditorium Massimo all’Eur, organizzata dal Ministro della Salute
del governo Renzi, Beatrice Lorenzin.
E questo non soltanto perché
la Lorenzin è stata una delle mie più valide collaboratrici a “Il
Giornale di Ostia” ma perché ero curioso di vedere in prima persona come se la
sarebbe cavata in una prova così impegnativa.
Sono uscito dall’auditorium esterrefatto.
Chiedendomi dove fosse finita quella collaboratrice così
discreta, della quale a malapena notavo la presenza in redazione, per la verità
però sempre acuta, capace e professionalmente una spanna superiore agli altri.
Mi sono infatti ritrovato di fronte un politico davvero di primo piano, dalle
idee chiare, per nulla leziosa o inconcludente come tanti altri suoi colleghi.
Un politico, come veniva definito una volta, “di razza”, capace di appropriarsi
di un argomento e di sviscerarlo alla platea in maniera chiara, precisa mai
confusa.
E così mi sono gustato i suoi giudizi che non hanno
risparmiato nessuno e quel che più mi ha lasciato di stucco non sono mai
apparsi strumentali. Piuttosto meditati e francamente difficilmente
contestabili.
Su Berlusconi: “testardo ed alle prese con i suoi conflitti
di interessi”; sui suoi ex amici di Forza Italia: “inconcludenti, dilaniati da
lotte per la supremazia ed il compiacimento al capo”; su Grillo”: populista
orfano di un vero progetto politico”; su Renzi: “l’alleato di oggi ma il nemico
di domani”.
Sono certo che quel giorno a molti saranno fischiate le
orecchie!
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