venerdì 28 marzo 2014

Senza
pudore


Ho letto con divertimento e qualche perplessità le dichiarazioni dell’ing. Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, sul fatto che potrebbe anche lasciare il suo incarico se Renzi dovesse confermare il taglio al suo stipendio annuale di 850 mila euro che si aggiungono ai circa 400 mila che prende per altre varie presidenze.
Per essere sicuro di non aver travisato quanto hanno riportato agenzia e gli altri quotidiani mi sono preoccupato di andare a leggere il testo pressoché integrale dell’intervento che ha scatenato le polemiche.
Nulla da eccepire: le dichiarazioni riprese dalla stampa rispecchiano esattamente le sue parole. Che in estrema sintesi sono: guadagno una miseria; i miei omologhi francesi, tedeschi e inglesi guadagnano quattro volte più di me; se Renzi continua ad insistere su questa linea (cioè riduzione dello stipendio) potrei anche dimettermi dall’incarico.
Per amor di Dio tutte posizioni legittime che mi pare però non tengano conto di qualche piccolo dettaglio. E per essere equipollente ne citerò anch’io tre: in tempi in cui quattro italiani su dieci vivono con poco più di 1500 euro mensili, ed io personalmente conosco almeno cinque laureati come lui in ingegneria elettronica disoccupati, lamentarsi perché guadagna “solo” un milione e 250 mila euro annui (850 più 400) è perlomeno ingeneroso; Moretti è davvero così sicuro che  in un altro paese, lui, come decine di altri manager pubblici, non sarebbe già stato licenziato viste come sono ridotte le nostre Ferrovie e le altre aziende non nominate?; infine: è altrettanto sicuro che altri paesi lo prenderebbero a guidare una azienda allo stipendio richiesto? Io no!
E voi?

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