Prendi
l’Italicum
e scendi
alla prima
fermata
A me più che un modello di legge elettorale – parliamo di
quella ipotizzata, presentata e sostenuta a spada tratta da Renzi - mi ricorda il nome di un treno.
Non a caso infatti il riferimento, seppure con la consonante
finale variata da “s” ad “m”, mi riporta alla memoria la strage dell'Italicus,
il treno oggetto dell’attentato terroristico compiuto nella notte del 4 agosto
1974 a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, quando una bomba
ad alto potenziale esplose alle 1,23 nella vettura 5 dell'espresso Roma -Monaco
di Baviera. In quell’attentato, come qualcuno ricorderà, morirono 12 persone e
altre 48 rimasero ferite.
Detto questo tornando alla proposta di Renzi sulla nuova
legge elettorale, appunto Italicum, a me pare che si tratti di una grandissima
idiozia. O se preferite una colossale paraculata.
Vediamo perché. Primo: copia pedissequamente il Porcellum
con le sue liste bloccate e il meccanismo del premio di maggioranza. Alla
faccia della preferenza e del giudizio degli elettori. Secondo: favorisce
smaccatamente i “grandi” partiti come Pd e Forza Italia ma penalizza totalmente
tutti gli altri. E si ha un bel dire del doppio turno «eventuale»: se prendi il
35% diventi maggioranza con il premio, altrimenti ballottaggio fra le due
coalizioni più votate. Terzo, ma non ultimo: consegna alle segreterie dei
partiti tale e quale l’intero sistema delle scelte dei candidati.
Renzi nel proporlo lo ha contrabbandato come il modello
spagnolo riadattato e confezionato “su misura” per la politica italiana.
Nulla di più falso!
La differenza sostanziale è che in Spagna vi sono solo tre
partiti nazionali e alcuni partiti regionali mentre qui da noi alle ultime
elezioni politiche i partiti in lista erano trentanove.
Insomma come lo ha definito il più grande politologo
italiano Giovanni Sartori “quello di Renzi è un pastrocchio che più pastrocchio
non si può e che finge di cambiare quello che non viene cambiato”.
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