venerdì 22 giugno 2012

Regalasi
manuale di
Monsignor
Della Casa

Giovanni Della Casa, più conosciuto come Monsignor Della Casa, nacque a Borgo San Lorenzo, il28 luglio 1503  e morì a  Roma il 14 novembre 1556.  Religioso eletterato è noto soprattutto per aver scritto un manuale di belle maniere, Galateo overo de' costumi, che fin dalla pubblicazione godette di un grandissimo successo. Una sorta, se volete, di Bignami della buona educazione, dove sono condensate le regole principali per non passare da “peracottaro”.
Detto questo, martedì 19 Giugno un tale Aldo Papalini, persona a me totalmente sconosciuta ma mi dicono facente parte dell’ufficio tecnico del XIII Municipio, ha fatto attendere per oltre un’ora, senza poi comunque presentarsi, una delegazione composta da due privati cittadini, un Presidente di Comitato di Quartiere, il collega Mirko Polisano, responsabile stampa del nostro Municipio, un rappresentante di questo settimanale, e perfino il vice Presidente del XIII Municipio, Renzo Pallotta, lì convenuti per un incontro,  fissato peraltro proprio da questo tale Papalini, che avrebbe dovuto riguardare l’esame connesso alla situazione dell’insediamento, e dismissione diciamo noi,  di un’antenna di telefonia a Piazza Sagona. Antenna, lo dico per inciso, che sta aggravando il già precario stato di salute di centinaia di cittadini che vivono in quell’area.
Ebbene Papalini non solo non si è fatto vedere, ma non ha neppure preavvisato una disdetta o spostamento dell’appuntamento, non ha risposto ai solleciti tramite cellulare inoltratigli da una collaboratrice della segreteria, non ha ritenuto di scusarsi, né dopo né ancora dopo, di non aver rispettato l’appuntamento.
Insomma roba da far inorridire il nostro sopracitato Monsignore.
A parte che questo tale Papalini è un dipendente comunale e perciò pagato con i soldi dei cittadini tutti, a parte che questo tale Papalini, dovrebbe allora essere a diposizione dei suoi datori di lavoro, appunto i cittadini, a prescindere che questo tale Papalini, se, come ipotizziamo, non fosse in grado, o non volesse, affrontare questa situazione, poteva comunque evitare di far perdere un’ora di tempo a sei persone che certamente avrebbero potuto utilizzare meglio e più proficuamente quella stessa ora, trovo oltretutto disdicevole ed arrogante, poco educato e privo di bon ton, un tale comportamento da parte di un funzionario pubblico.
In genere si dice: “caffè pagato”. Ma poiché io non ho intenzione di pagare il caffè a questo Papalini gli prometto però a Natale di regalargliun libro. Quale? Ma perbacco “Il galateo di Monsignor Della Casa!”

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