Quel distacco
realistico
dal Paese
Presumo, magari a torto, di essere stato uno dei pochi a non meravigliarsi per nulla di quella infelice frase di Monti all’indomani dello scoppio del bubbone legato all’arresto di alcuni calciatori, inquisiti per scommesse irregolari, partite truccate e quant’altro. Il sunto di quella affermazione? “Fosse per me sospenderei per due, tre anni i campionati”.
Ergo niente più partite di calcio per 24 mesi o giù di lì.
A prescindere dall’impatto di una tale decisione sull’indotto lavorativo, parliamo di circa 250 mila stipendiati tra calciatori, militanti nelle varie categorie professionistiche e semi, addetti ai lavori a vario titolo, compresi il personale in forza alle società e quindi con il rischio concreto di aumentare quella già notevole massa di disoccupazione giovanile e non,si tratterebbe di mettere in ginocchio un’intera organizzazione che sarà pure piramidale ma certamente ha una base larghissima. E poi ci sono delle implicazioni negative che Monti, malgrado la sua perifrasi “anch’io un tempo ero un amante del calcio ma quello pulito”, sembra davvero ignorare. Qualche esempio? Che fine faranno le società come Juve, Roma e Lazio quotate in borsa? Chi risarcirà i club per il capitale perduto perché inutilizzato? Penso ad esempio a campioni come Totti che dovrebbe riciclarsi alla veneranda età, sportivamente parlando, di 38 anni, oppure a Klose, anche lui pressappoco intorno a quella età, oppure a Buffon, idem con patate? E le competizioni internazionali della nostra nazionale o delle nostre squadre? E gli impianti sportivi inutilizzati o parzialmente utilizzati?
Ma c’è poi una costatazione di fondo: è mai possibile bloccare un campionato per uno/ due anni a causa di qualche imbecille gargarozzone che ha confuso lo sport per una speculazione borsistica? O peggio.
Tutte queste considerazioni, ma anche altre, mi convincono sempre più che Monti con le sue manovre restrittive sarà anche in buona fede ma evidentemente non vive in sintonia con le realtà drammatiche di questa Italia. Insomma molte teorie, tanto a pagare sono sempre in vario modo ed in varia intensità, gli italiani, con un distacco realistico dall’identità di un Paese che, sarà pure riduttivo, ma vive anche di una appassionante sfida calcistica.
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