M5S,
ovvero
politica senza
forzature
Confesso che a me gli esponenti del Movimento 5 Stelle sono simpatici.
Li trovo genuini, naif, ruspanti, un po’ come i polli che una volta si potevano acquistare dai contadini e che avevano un sapore del tutto particolare.
Li trovo anche, la maggior parte di loro almeno, in buona fede, convinti delle posizioni che assumono e che portano avanti spesso contro tutto e contro tutti.
Ma poiché come si dice ogni regola ha la sua eccezione, ho trovato veramente stupida nella sua accezione, superficiale nel contenuto e deprecabile sul piano politico, la dichiarazione della senatrice Emanuela Corda a favore del ricordo del kamikaze che uccise i diciannove italiani a Nassyria nel novembre del 2003.
Anche se poi per la cronaca ha rettificato.
E questo non perché io faccia della vendetta un modello da seguire ma perché sono convinto che la violenza non sia la soluzione di nessun male.
Detto questo il M5S continua e continuerà ad essermi simpatico, anche credibile ma senza boutade e soprattutto senza forzature ideologiche che non si capiscono e non fanno capire.
venerdì 15 novembre 2013
venerdì 8 novembre 2013
Mamma
perchè non
mi hai fatto
idiota?
Devo confessare che questo è il primo commento che mi è
venuto alla mente leggendo l’intercettazione di una telefonata di Giulia Ligresti ad una amica.
Riassumo per chi non l’avesse letta:
Giulia: “Gli hanno dato una liquidazione di cinque milioni,
ti rendi conto? Cinque milioni, è stato un anno e ha distrutto tutto…”
Amica: “Ma sai quel Peluso è il figlio della Cancellieri…”
Giulia: “Ma quale figlio! Quello è un idiota!”
Amica: “sono le parentele che contano…”
Giulia: “Sì le parentele. Questo ha 45 anni, ed è un idiota.
Perché veramente è venuto a distruggere una compagnia. Perché lo ha fatto
proprio su mandato la distruzione… 5 milioni, e poi è andato a far danni in
Telecom, e l’Italia non scrive. È pazzesco”.
Per la cronaca il Peluso di cui la Ligresti parla nella
telefonata intercettata è Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Anna Maria
Cancellieri che è stato prima responsabile del Corporate & Investment
banking di Unicredit poi direttore generale di Fondiaria Sai (gruppo Ligresti)
dal 2011 al 2012 e, quando passò a Telecom, dopo un solo anno di lavoro,
incassò da Ligresti una buonuscita di oltre 4 milioni di euro.
venerdì 1 novembre 2013
Solo posti
in piedi
La decisione di Berlusconi di mettere fine all’esperienza
del Pdl e puntare tutto sulla rinascita di Forza Italia probabilmente non ha
colto di sorpresa nessuno meno che mai i diretti interessati come Alfano,
Schifano, Brunetta, la Santanchè, Cicchitto, Verdini, Fitto, e compagnia
cantando. Sorpresi forse sono rimasti solo quei pochi, molto pochi per la
verità, che fino all’ultimo si sono cullati nell’illusione che la pacchia non
fosse ancora finita.
Eh sì! Perché a ben guardare la decisione del cavaliere vuol
dire soprattutto che adesso ci sarà un ricambio anche generazionale per i
tanti, troppi, che in questi anni hanno costituito più che un cerchio magico
una sorta di Corte dei Miracoli sempre pronta a cogliere “l’attimo fuggente” che
ha permesso loro di prosperare alle spalle e sulle spalle degli italiani.
Insomma ho l’impressione, come diceva il famoso refrain di
una canzone degli anni 80, che “la musica è finita”.
E meno male!
venerdì 25 ottobre 2013
Perché è così
importante
il voto palese
Chi legge di politica, anche se non necessariamente tutti i
giorni, avrà notato che il vero problema politico legato alla sorte di Silvio
Berlusconi dipende dalla votazione sulla cosiddetta decadenza.
Una scadenza che il nostro Parlamento si troverà ad
affrontare al massimo tra poco meno di tre/quattro settimane.
Da giorni anzi da mesi si contrappongono sul tema due scuole
di pensiero: voto segreto o voto palese?
Questione non da poco e vediamo perché.
Al Cavaliere serve un verdetto per salvarsi variabile tra i
160 ed i 165 voti; al momento Berlusconi può contare su 134 voti più o meno a
suo favore - 91 del Pdl, 17 di Scelta Civica, 16 della Lega e 10 di Gal –.
È dunque necessario
che quella trentina di voti che mancano vengano allora identificati con
certezza.
Questo per tre ordini di motivi. Primo: io cittadino ho il diritto di sapere come
vota il candidato che ho mandato in
Parlamento; secondo: chi mi vieta di pensare che al riparo da occhi indiscreti
un candidato dica di aver votato “sì” ed invece ha votato “no” o viceversa?
venerdì 18 ottobre 2013
Buonisti
ma senza
esagerare
Personalmente mi sento di non far parte di quella sia pur
nutrita schiera di razzisti o peggio xenofobi
che infestano il nostro paese. Ovviamente sono fiero di essere italiano
ma ritengo che l’unica vera discriminante per un uomo non sia il colore della pelle
ma piuttosto l’intelligenza.
Insomma tanto per capirci credo che un uomo di colore sia
rispettabile quando si comporta correttamente mentre un “bianco” non lo è se fa
delle cose non condivisibili. E viceversa.
Però, come potete leggere nel servizio di apertura a Pag 8
nella pagina di “Roma”, stavolta non posso essere assolutamente d’accordo con
l’iniziativa del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, che mi pare, alla
luce di questa proposta abbia superato i limiti del buon senso.
Cosa significa la richiesta di assicurare la pensione anche
agli immigrati che ritornerebbero nel loro paese d’origine?
venerdì 11 ottobre 2013
Ma per
tanti è
un affare
Lampedusa: per decine, centinaia, di disgraziati l’ultima
visione prima di morire. Quello che è uno dei più stupendi panorami del nostro
paese diventa così l’ultimo fotogramma che l’occhio di questi poveri cristi
riesce a catturare prima di chiudersi definitivamente sotto le onde del mare.
Per altri invece un lucroso affare. In primis per i
cosiddetti “scafisti” che non sono altro che dei killer prezzolati che si
arricchiscono sulle spalle di tanta povera gente, dei miserabili che barattano
denaro contro una vita umana, consapevoli dell’immunità che il nostro Stato gli
accorda, degli assassini che affollano le stive delle loro carrette del mare in
cambio di 2000 dollari a trasportato e come trasportato.
Ma ci vorrebbe davvero tanto ad equiparare il reato di
introduzione di clandestini, via mare, terra, cielo, con quello di omicidio
volontario aggravato da motivi abietti e quindi punibile con 30 anni di
reclusione? Ma da scontare tutti, senza sconti per buona condotta, lavoro
esterno al carcere ed altre imbecillaggini del genere. Quanti di questi
delinquenti mi domando, sarebbero disposti a rischiare la propria libertà sia
pure per un consistente pugno di dollari?
E che dire poi di personaggi come un tale Cono Galipò, ( già
nome e cognome sono tutto un programma) amministratore delegato della Lampedusa
Accoglienza, la cooperativa che gestisce la struttura dove vengono assistiti
gli immigrati appena sbarcati, ovviamente quelli che ce l’hanno fatta, che
polemicamente attacca i giornalisti che hanno reso le note le cifre del suo
guadagno, perché “vivono di deformazioni
mentali scrivendo tutte fregnacce sui ricoveri allagati, sui cibi immangiabili,
su coperte e medicinali mai distribuiti”.
Ma il signor Cono Galipò non dice però con altrettanta enfasi che la sua
ditta percepisce quasi 30 mila euro al giorno per fornire servizi che ci
ricordano tanto Auschwitz!
venerdì 4 ottobre 2013
Tutto
il mondo
ride
Dilettandomi a parlare, molto male per la verità, un po’ di
inglese e francese, in questi giorni mi sono dedicato a leggere i commenti
“sull’affare Italia”, così come riportati da alcune delle più prestigiose
testate inglesi, francesi, statunitensi, spagnole, belghe e tedesche. Credetemi
sulla parola: ne esce un quadro desolante per il nostro paese. Roba da
vergognarsi non appena metti il naso oltre il Brennero o Mentone. Qualche
esempio?
Le Figaro: “L’Italia scossa dalla crisi. E Berlusconi
dov’è?”.
The Financial Times: “Ritirata umiliante”.
The Guardian: “Letta sopravvive mentre Berlusconi cede”.
The New York Times: “Berlusconi si salva in extremis ma
inguaia l’Italia”. E ancora: “La marcia indietro di Berlusconi dovuta alla ribellione dei suoi parlamentari”.
The Wall Street Journal: “Berlusconi evita la caduta del
governo ma non la sua”.
El Pais: “L’Italia piange ma non Berlusconi”.
La Libre Belgique: pubblica la foto del cavaliere che occupa
quasi tutta la prima pagina dove Berlusconi viene ritratto con le mani giunte
ed un'espressione triste, sotto il titolo “Decadenza di Silvio”.
Der Spiegel: “L’eterno saltimbanco è stato umiliato”.
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