Un capolavoro
della nostra
diplomazia
E così finalmente le giovanissime Greta e Vanessa sono rientrate in Italia con il massimo scorno dei terroristi del gruppo che le aveva rapite in Siria lo scorso luglio mentre le due si dedicavano, senza contropartita in denaro è bene sottolinearlo, alle loro attività preferite: rialzare il morale ed ingrossare l’autostima di alcuni di quegli sventurati maomettani.
C’è anche da dire che la loro liberazione costituisce una affermazione eclatante ed una vittoria della nostra diplomazia che tra blande promesse e terribili minacce (ad esempio vi forniremo chiavi in mano un viadotto del modello come quello costruito sulla Palermo - Agrigento, vi mandiamo Antonio Razzi con diecimila foto autografate del leader nordcoreano Kim Jong oppure di persona Lapo Elkann strafatto di cocaina mentre si fa una pippa disteso sulla sua ultima collezione di occhiali), non ha pagato neppure un centesimo per il loro rilascio, come ha più volte sostenuto, sia pure tra incresciose e malevole ondate di scetticismo, il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni Silveri.
Insomma si è trattato di un vero e proprio capolavoro diplomatico di questa nostra sempre bistrattata Italietta che non ha scucito né 12 milioni di dollari né armi e neppure tecnologie per riavere indietro le nostre due sfortunate cooperanti.
Viene da chiedersi: non sarebbe stato meglio se i nostri due marò Girone e Latorre fossero stati presi non dagli indiani ma dai terroristi islamici? Mah!
Ma il vero tocco di classe lo hanno fornito ancora una volta loro, Greta e Vanessa, quando hanno dichiarato ai quattro venti: “non torneremo più tra di loro”.
Ma perché dico io? Invece dovrebbero ritornarci magari con l’accortezza stavolta di farsi pagare per quello che fino ad ieri hanno fatto gratis!
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