venerdì 6 febbraio 2015

Io sto con gli
ippopotami


Chi ha la mia età e soprattutto la mia memoria politica ricorderà che la Democrazia Cristiana di un tempo veniva definita ”la balena bianca”.
Molti però probabilmente ignorano che tanti, tantissimi anni fa, un esponente di spicco di questo partito, peraltro sindaco di Roma, l’on. Clelio Darida, la definì in una intervista che mi aveva accordato, “un branco di ippopotami che si muove alla ricerca dell’acqua”.
Bene, detto questo, voglio anche dire che malgrado l’intempestività dei tempi – il nuovo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto alle 12,59 di sabato 31 Gennaio , appena diciassette ore dopo che La Gazzetta  era andata in stampa -  non posso esimermi dall’esprimere qualche valutazione sul nuovo inquilino del Quirinale e  sulle ragioni che ne hanno consentito l’elezione.
Per amore di sintesi ne citerò solo tre:  la vittoria del Pd, la sconfitta del Centro Destra, la positiva ricerca della pozza d’acqua alla quale abbeverarsi da parte degli ippopotami.
Cominciamo dal Pd: non  c’è dubbio che l’elezione di Mattarella è stata soprattutto l’affermazione di Renzi. Inutile arzigogolare, tergiversare, cercare dietrologie. Come disse una volta Bersani: “ io ho vinto, voi avete perso!”
Parimenti non c’è dubbio che la sconfitta del Centro Destra sia figlia di comportamenti  anomali al limite della paranoia. Mi riferisco in particolare ad Angelino Alfano che con il suo “appoggio non appoggio” ha rischiato di far venire un coccolone al buon Silvio. Perché diciamoci la verità: un Mattarella al  Quirinale fa comodo anche a Berlusconi  visto che il suo candidato, ex ministro, ha racimolato due voti alla prima votazione e tre alla seconda.  
E finiamo con gli ippopotami: la Dc o almeno una buona parte della “vecchia guardia” ne esce a testa alta. Erano almeno venticinque anni che stavano in disparte  a Piazza del Gesù come  il cugino povero alla tavola del parente ricco. Adesso sperano in sette anni di vacche grasse senza dover cercare gli stagni dove abbeverarsi.
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