Minchia
Signor
Alemanno!
Ricordate la canzone tanto dissacrante quanto suggestiva che il compianto Giorgio Faletti cantò a Sanremo qualche anno fa: si intitolava “Minchia Signor Tenente” e descriveva tutte le difficoltà umane e professionali di un milite dell’Arma nel suo lavoro quotidiano.
Trasponendo la storia a ciò che è accaduto in questi giorni – mi riferisco all’indiscrezioni di valige piene di soldi trasportate dal buon Alemanno in quel di Argentina - viene da chiedersi se, per puro caso, al nostro barese trasmigrato a Roma fino a raggiungere la carica di primo cittadino, non sia venuto in mente, come a me, quel ritornello non fosse altro per le sottintese critiche che conteneva.
A Roma ci sono persone che dormono in auto perchè non hanno una casa (leggi a pag 10 di questa edizione), in Italia ci sono persone che sono state condannate per aver rubato un paio di scarpe (leggi la precedente edizione) perché le sue erano sfondate e non poteva comprarne un altro paio, ad Ostia un ragazzo di vent’anni è morto nella pineta delle acque Rosse in cui viveva in una tenda da campo, (leggi a pag 3 di questa edizione) forse alcolizzato ma forse di fame e di freddo.
Minchia signor Alemanno!
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