venerdì 25 luglio 2014

Delle due
l’una…


Apprendo dai giornali, come immagino lo abbiano appreso tanti miei lettori, che Silvio Berlusconi è stato assolto in secondo grado nel processo Ruby.
Come è noto il cavaliere, o ex cavaliere, fate voi, era stato condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile ad una pena di 7 anni. La Corte d’Appello però ribaltando la sentenza di primo grado lo ha assolto dalla concussione perché “il fatto non sussiste” e dalla prostituzione perché “il fatto non costituisce reato”.
In altre parole se il fatto non sussiste vuol dire che manca la condotta penalmente rilevante, in questo caso la minaccia implicita ai funzionari della polizia di consegnare Ruby a Nicole Minetti invece che portarla in una comunità, come aveva ordinato il Pm dei minori: insomma, Berlusconi non avrebbe esercitato alcun tipo di  pressioni, né esplicite nè implicite.
Quanto alla prostituzione minorile, Berlusconi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Ciò vuol dire che il fatto è stato commesso ma che manca l’elemento soggettivo e cioè il dolo.
Tutto a posto allora?
Eh, io direi proprio di no!
La formula assolutoria infatti ha una conseguenza importante: il fatto non costituisce reato, in termini giuridici, non significa infatti che il fatto non c’è stato e ne consegue allora che tutti i testimoni che lo hanno negato hanno detto il falso e lo stesso Silvio Berlusconi che li ha istigati a mentire ne dovrebbe rispondere anche lui.
Insomma delle due l’una: o Berlusconi ha mentito sapendo di mentire oppure hanno mentito i testimoni e per questo andrebbero perseguiti.

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