venerdì 11 luglio 2014

Buon sangue
non mente

 
Scriverei una bugia se dicessi di  essermi interessato a lui, eppure sono oltre  trent’anni che mi occupo, beninteso come giornalista, di politica.
Parlo di quel Cosimo Maria Ferri, esponente di Forza Italia, sottosegretario alla Giustizia, inciampato nel più classico degli autogol italioti: aver raccomandato con una serie di sms alcuni suoi pupilli di Magistratura Indipendente in odore di votazione al Consiglio Superiore della Magistratura. Per la verità conosco, o meglio conoscevo, molto meglio il padre, quell’Enrico Ferri, anche lui magistrato, vicepresidente del PSDI, che fu ministro dei Lavori Pubblici nel Governo De Mita, poi fondatore del SOLE, partito di cui si è persa traccia, infine traghettato nel Ppe, nell’Udeur di Mastella ed infine in Forza Italia di Silvio Berlusconi. Tanto per rinfrescare la memoria a chi ha i capelli bianchi come i miei: quell’Enrico Ferri che fece passare il limite di velocità a 110 km orari sulle nostre autostrade. Provvedimento poi naufragato per acclarata indecenza.
E questo ci riporta al vizietto delle raccomandazioni: il suo primogenito Filippo, fratello di Cosimo, è stato capo della squadra mobile di Firenze, prima di essere condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per le violenze nella scuola Diaz durante il G8 di Genova 2001. Da qualche anno Filippo è approdato al Milan, (indovinate chi ce lo ha messo?) come responsabile della sicurezza. Il secondogenito Jacopo è invece consigliere regionale della Toscana dal 2000, in quota Pdl  (anche qui indovinate chi ce lo ha messo?) .
Chiaro?
P.s. Per la cronaca i due raccomandati sono stati eletti.

Nessun commento:

Posta un commento