venerdì 13 aprile 2012

Rigor
Montis

Fra qualche settimana, comunque entro la fine di giugno, i partiti dell’arco costituzionale riceveranno l’ultima rata del cosiddetto “rimborso” elettorale. In altre parole l’equivalente, con termini diversi, del famigerato, e già bocciato dagli italiani con un referendum,finanziamento pubblico ai partiti.
Parliamo della bazzecola di 100 milioni di euro da dividersi secondo la più o meno nutrita rappresentanza parlamentare.
Non sarebbe male che dopo i casi Lusi e Belsitoed in attesa di una legge di riforma che metta ordine in questa vera e propria prateria dell’equivoco se non del malaffare, tutti i partiti, senza eccezione alcuna, rinunciassero a questo rimborso.
Si tratterebbe di un segnale rilevante indicatore di una reale volontà di cambiamento ed in linea con il clima di austerità imposto dal Governo.
Governo che sta imponendo un “rigor Montis” prima che un “rigormortis” ci dica che l’Italia è morta.
Capisco che quando si toccano le tasche proprie il discorso è diverso di quando si toccano le tasche altrui, ma un minimo di decenza non guasterebbe. O no?

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