Malindi ieri
Dubai oggi.
Che cambia?
Qualche anno fa lo status symbol per i lidensi “in” o presunti tali, era comprarsi una villa a Malindi. Malindi, come è noto, è una ridente località di svago situata in Kenya. Negli anni, cito a memoria, vi si sono trasferiti Franco Rosi, ex difensore centrale della Lazio e del Lecce anni 40 e poi segretario dell’Assobalneari ai tempi della presidenza di Angelo Russo e Willy Lamberto Quirini, della omonima libreria dell’usato in Corso Duca di Genova. Oltre ad un’altra quindicina di piccoli/grandi imprenditori di questo territorio.
Oggi invece è Dubai la meta più ambita. Dubai, anche questo è noto, è uno dei sette Emirati facente parte degli Emirati Arabi Uniti. Vi abitano, in affitto,( dice il mio amico prof Cametti, factotum e nume tutelare di Davide Bordoni, attuale assessore al Commercio della giunta Alemanno,) o come proprietari (dice invece il popolo), Enrico Bordoni, papà del suddetto Davide e vi si recano di frequente il sempre più sorridente Renato Papagni, presidente dell’Assobalneari – da qui l’idea delle cinque isolette artificiali da dislocarsi al largo della costa lidense- e di recente Augusto Bonvicini, consigliere municipale PdL XIII Municipio – da qui l’idea della pista da sci artificiale da dislocarsi in Via isole del Capoverde- che tante proteste e sarcasmi ha registrato.
Come recita un aforisma di Lavoisier “In natura nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
In natura, eh!
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