Ti piace
vincere
facile…
Trovo meschino ed inaccettabile che dei veri responsabili dello scempio registrato a Roma la scorsa settimana nelle ore immediatamente precedenti la partita di Europa League che vedeva opposta la Roma con il Feyenoord – in ordine decrescente: quei 500 delinquenti travestiti da tifosi, il ministro degli Interni Alfano, il sindaco Marino – adesso si voglia dare la colpa di questi disordini al questore di Roma Nicolò D’Angelo, ai vertici dell’Arma dei Carabinieri ed ai rappresentanti tutti delle forze del’ordine, che ancora una volta invece hanno rischiato in proprio per l’incompetenza di altri.
Così come trovo meschino ed inaccettabile la mancata assunzione di responsabilità, che nessuno badate bene, giudica soggettiva ma oggettiva sì, di chi come Alfano e Marino sono istituzionalmente preposti per il loro ruolo a garantire la pubblica sicurezza.
Ricordate quella pubblicità, mi pare del Gratta e Vinci, in cui centinaia di giocatori di calcio si riversavano nella metà campo della squadra avversaria composta correttamente da undici atleti ed il commento finale: Ti piace vincere facile!
Bene! A me non piace vincere facile né mi piacciono quelli che lo fanno!
Forse per questo preferisco un caffè con D’Angelo che una cena con Alfano o Marino.
venerdì 27 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
I santi in
Paradiso
non sono
per tutti
I lettori di questo settimanale potranno leggere la notizia a pag 13. Noi ci limitiamo solo a riassumerla e ad un breve commento.
Il responsabile del 118 in Sicilia che si trovava in vacanza in Sardegna, colto da malore, ha rifiutato il ricovero in ben due strutture sarde e si è fatto venire a prendere da un elicottero del 118 che ha provveduto a depositarlo in una stanza dell’ospedale Imett di Palermo.
In altre parole un perfetto ed efficiente servizio di ricovero ospedaliero; peccato solo che qualche ora più tardi una neonata che non si trovava certo in vacanza in Sardegna è morta perché in tre ospedali siciliani non c’era un posto dove ricoverarla.
Evitatemi ogni altro commento che sono stufo di beccare una querela ogni volta!
Paradiso
non sono
per tutti
I lettori di questo settimanale potranno leggere la notizia a pag 13. Noi ci limitiamo solo a riassumerla e ad un breve commento.
Il responsabile del 118 in Sicilia che si trovava in vacanza in Sardegna, colto da malore, ha rifiutato il ricovero in ben due strutture sarde e si è fatto venire a prendere da un elicottero del 118 che ha provveduto a depositarlo in una stanza dell’ospedale Imett di Palermo.
In altre parole un perfetto ed efficiente servizio di ricovero ospedaliero; peccato solo che qualche ora più tardi una neonata che non si trovava certo in vacanza in Sardegna è morta perché in tre ospedali siciliani non c’era un posto dove ricoverarla.
Evitatemi ogni altro commento che sono stufo di beccare una querela ogni volta!
venerdì 13 febbraio 2015
Ora chiedono
pure i danni!
Siamo veramente all’assurdo!
Come i lettori potranno leggere a pag. 15 i familiari di un rapinatore rimasto ucciso durante una rapina adesso chiedono “i danni morali e materiali” all’uomo, un benzinaio, che, è stato provato inequivocabilmente dagli investigatori, ha senza premeditazione ma per legittima difesa, colpito il malvivente.
Come a dire: quello stava solo compiendo una piccola rapina, quasi uno scherzo, armato solo di una pistola ed è stato ucciso! E neppure passa loro per la mente che siamo di fronte all’ennesimo delinquente che questa volta ha avuto il fatto suo! Eh no! Pretendono pure i danni manco fosse stato ucciso mentre si recava al lavoro o in gita!
“Vogliamo giustizia”: hanno enfaticamente dichiarato i parenti del rapinatore. Ed il loro avvocato gli ha fatto eco: “Una donna piange suo marito!”
Ma roba da matti!
pure i danni!
Siamo veramente all’assurdo!
Come i lettori potranno leggere a pag. 15 i familiari di un rapinatore rimasto ucciso durante una rapina adesso chiedono “i danni morali e materiali” all’uomo, un benzinaio, che, è stato provato inequivocabilmente dagli investigatori, ha senza premeditazione ma per legittima difesa, colpito il malvivente.
Come a dire: quello stava solo compiendo una piccola rapina, quasi uno scherzo, armato solo di una pistola ed è stato ucciso! E neppure passa loro per la mente che siamo di fronte all’ennesimo delinquente che questa volta ha avuto il fatto suo! Eh no! Pretendono pure i danni manco fosse stato ucciso mentre si recava al lavoro o in gita!
“Vogliamo giustizia”: hanno enfaticamente dichiarato i parenti del rapinatore. Ed il loro avvocato gli ha fatto eco: “Una donna piange suo marito!”
Ma roba da matti!
venerdì 6 febbraio 2015
Io sto con gli
ippopotami
Chi ha la mia età e soprattutto la mia memoria politica ricorderà che la Democrazia Cristiana di un tempo veniva definita ”la balena bianca”.
Molti però probabilmente ignorano che tanti, tantissimi anni fa, un esponente di spicco di questo partito, peraltro sindaco di Roma, l’on. Clelio Darida, la definì in una intervista che mi aveva accordato, “un branco di ippopotami che si muove alla ricerca dell’acqua”.
Bene, detto questo, voglio anche dire che malgrado l’intempestività dei tempi – il nuovo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto alle 12,59 di sabato 31 Gennaio , appena diciassette ore dopo che La Gazzetta era andata in stampa - non posso esimermi dall’esprimere qualche valutazione sul nuovo inquilino del Quirinale e sulle ragioni che ne hanno consentito l’elezione.
Per amore di sintesi ne citerò solo tre: la vittoria del Pd, la sconfitta del Centro Destra, la positiva ricerca della pozza d’acqua alla quale abbeverarsi da parte degli ippopotami.
Cominciamo dal Pd: non c’è dubbio che l’elezione di Mattarella è stata soprattutto l’affermazione di Renzi. Inutile arzigogolare, tergiversare, cercare dietrologie. Come disse una volta Bersani: “ io ho vinto, voi avete perso!”
Parimenti non c’è dubbio che la sconfitta del Centro Destra sia figlia di comportamenti anomali al limite della paranoia. Mi riferisco in particolare ad Angelino Alfano che con il suo “appoggio non appoggio” ha rischiato di far venire un coccolone al buon Silvio. Perché diciamoci la verità: un Mattarella al Quirinale fa comodo anche a Berlusconi visto che il suo candidato, ex ministro, ha racimolato due voti alla prima votazione e tre alla seconda.
E finiamo con gli ippopotami: la Dc o almeno una buona parte della “vecchia guardia” ne esce a testa alta. Erano almeno venticinque anni che stavano in disparte a Piazza del Gesù come il cugino povero alla tavola del parente ricco. Adesso sperano in sette anni di vacche grasse senza dover cercare gli stagni dove abbeverarsi.
Hai visto mai...
ippopotami
Chi ha la mia età e soprattutto la mia memoria politica ricorderà che la Democrazia Cristiana di un tempo veniva definita ”la balena bianca”.
Molti però probabilmente ignorano che tanti, tantissimi anni fa, un esponente di spicco di questo partito, peraltro sindaco di Roma, l’on. Clelio Darida, la definì in una intervista che mi aveva accordato, “un branco di ippopotami che si muove alla ricerca dell’acqua”.
Bene, detto questo, voglio anche dire che malgrado l’intempestività dei tempi – il nuovo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto alle 12,59 di sabato 31 Gennaio , appena diciassette ore dopo che La Gazzetta era andata in stampa - non posso esimermi dall’esprimere qualche valutazione sul nuovo inquilino del Quirinale e sulle ragioni che ne hanno consentito l’elezione.
Per amore di sintesi ne citerò solo tre: la vittoria del Pd, la sconfitta del Centro Destra, la positiva ricerca della pozza d’acqua alla quale abbeverarsi da parte degli ippopotami.
Cominciamo dal Pd: non c’è dubbio che l’elezione di Mattarella è stata soprattutto l’affermazione di Renzi. Inutile arzigogolare, tergiversare, cercare dietrologie. Come disse una volta Bersani: “ io ho vinto, voi avete perso!”
Parimenti non c’è dubbio che la sconfitta del Centro Destra sia figlia di comportamenti anomali al limite della paranoia. Mi riferisco in particolare ad Angelino Alfano che con il suo “appoggio non appoggio” ha rischiato di far venire un coccolone al buon Silvio. Perché diciamoci la verità: un Mattarella al Quirinale fa comodo anche a Berlusconi visto che il suo candidato, ex ministro, ha racimolato due voti alla prima votazione e tre alla seconda.
E finiamo con gli ippopotami: la Dc o almeno una buona parte della “vecchia guardia” ne esce a testa alta. Erano almeno venticinque anni che stavano in disparte a Piazza del Gesù come il cugino povero alla tavola del parente ricco. Adesso sperano in sette anni di vacche grasse senza dover cercare gli stagni dove abbeverarsi.
Hai visto mai...
venerdì 23 gennaio 2015
Un capolavoro
della nostra
diplomazia
E così finalmente le giovanissime Greta e Vanessa sono rientrate in Italia con il massimo scorno dei terroristi del gruppo che le aveva rapite in Siria lo scorso luglio mentre le due si dedicavano, senza contropartita in denaro è bene sottolinearlo, alle loro attività preferite: rialzare il morale ed ingrossare l’autostima di alcuni di quegli sventurati maomettani.
C’è anche da dire che la loro liberazione costituisce una affermazione eclatante ed una vittoria della nostra diplomazia che tra blande promesse e terribili minacce (ad esempio vi forniremo chiavi in mano un viadotto del modello come quello costruito sulla Palermo - Agrigento, vi mandiamo Antonio Razzi con diecimila foto autografate del leader nordcoreano Kim Jong oppure di persona Lapo Elkann strafatto di cocaina mentre si fa una pippa disteso sulla sua ultima collezione di occhiali), non ha pagato neppure un centesimo per il loro rilascio, come ha più volte sostenuto, sia pure tra incresciose e malevole ondate di scetticismo, il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni Silveri.
Insomma si è trattato di un vero e proprio capolavoro diplomatico di questa nostra sempre bistrattata Italietta che non ha scucito né 12 milioni di dollari né armi e neppure tecnologie per riavere indietro le nostre due sfortunate cooperanti.
Viene da chiedersi: non sarebbe stato meglio se i nostri due marò Girone e Latorre fossero stati presi non dagli indiani ma dai terroristi islamici? Mah!
Ma il vero tocco di classe lo hanno fornito ancora una volta loro, Greta e Vanessa, quando hanno dichiarato ai quattro venti: “non torneremo più tra di loro”.
Ma perché dico io? Invece dovrebbero ritornarci magari con l’accortezza stavolta di farsi pagare per quello che fino ad ieri hanno fatto gratis!
della nostra
diplomazia
E così finalmente le giovanissime Greta e Vanessa sono rientrate in Italia con il massimo scorno dei terroristi del gruppo che le aveva rapite in Siria lo scorso luglio mentre le due si dedicavano, senza contropartita in denaro è bene sottolinearlo, alle loro attività preferite: rialzare il morale ed ingrossare l’autostima di alcuni di quegli sventurati maomettani.
C’è anche da dire che la loro liberazione costituisce una affermazione eclatante ed una vittoria della nostra diplomazia che tra blande promesse e terribili minacce (ad esempio vi forniremo chiavi in mano un viadotto del modello come quello costruito sulla Palermo - Agrigento, vi mandiamo Antonio Razzi con diecimila foto autografate del leader nordcoreano Kim Jong oppure di persona Lapo Elkann strafatto di cocaina mentre si fa una pippa disteso sulla sua ultima collezione di occhiali), non ha pagato neppure un centesimo per il loro rilascio, come ha più volte sostenuto, sia pure tra incresciose e malevole ondate di scetticismo, il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni Silveri.
Insomma si è trattato di un vero e proprio capolavoro diplomatico di questa nostra sempre bistrattata Italietta che non ha scucito né 12 milioni di dollari né armi e neppure tecnologie per riavere indietro le nostre due sfortunate cooperanti.
Viene da chiedersi: non sarebbe stato meglio se i nostri due marò Girone e Latorre fossero stati presi non dagli indiani ma dai terroristi islamici? Mah!
Ma il vero tocco di classe lo hanno fornito ancora una volta loro, Greta e Vanessa, quando hanno dichiarato ai quattro venti: “non torneremo più tra di loro”.
Ma perché dico io? Invece dovrebbero ritornarci magari con l’accortezza stavolta di farsi pagare per quello che fino ad ieri hanno fatto gratis!
venerdì 16 gennaio 2015
Formidabili
quegli anni…
un po’ meno
le richieste
Fino a mercoledì scorso 14 gennaio andavo particolarmente fiero di due interviste che negli anni passati avevo fatto ad un personaggio che, comunque la si pensi, aveva la mia incondizionata stima: il leader sessantottino Mario Capanna.
Non solo ma tra i miei ricordi più cari c’era quel “Formidabili quegli anni”, il suo libro con tanto di dedica, che lo stesso Capanna aveva voluto regalarmi.
Mercoledì scorso invece, leggendo un lancio di agenzia - mi pare Ansa - ho appreso che Mario Capanna, come potete leggere a pag 12 di questa edizione, è tra i 54 firmatari il ricorso al Tar della Lombardia per vedersi riconosciuto un appannaggio di qualche decina di migliaia di euro mensili, a suo dire, maturati come consigliere del Pirellone. Giova anche notare che questo appannaggio con una legge dello Stato era stato abolito a causa delle cattive condizioni economiche della regione e dell’Italia.
Che dire?
O lui non è più il Capanna che ho intervistato o io non sono più il giornalista che gli ha posto le domande.
A voi la scelta!
quegli anni…
un po’ meno
le richieste
Fino a mercoledì scorso 14 gennaio andavo particolarmente fiero di due interviste che negli anni passati avevo fatto ad un personaggio che, comunque la si pensi, aveva la mia incondizionata stima: il leader sessantottino Mario Capanna.
Non solo ma tra i miei ricordi più cari c’era quel “Formidabili quegli anni”, il suo libro con tanto di dedica, che lo stesso Capanna aveva voluto regalarmi.
Mercoledì scorso invece, leggendo un lancio di agenzia - mi pare Ansa - ho appreso che Mario Capanna, come potete leggere a pag 12 di questa edizione, è tra i 54 firmatari il ricorso al Tar della Lombardia per vedersi riconosciuto un appannaggio di qualche decina di migliaia di euro mensili, a suo dire, maturati come consigliere del Pirellone. Giova anche notare che questo appannaggio con una legge dello Stato era stato abolito a causa delle cattive condizioni economiche della regione e dell’Italia.
Che dire?
O lui non è più il Capanna che ho intervistato o io non sono più il giornalista che gli ha posto le domande.
A voi la scelta!
venerdì 9 gennaio 2015
Siamo
tutti
Charlie
Mercoledì 14 gennaio, Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese colpito la scorsa settimana dalla furia terroristica islamica, sarà nuovamente in edicola. E questo malgrado l’assassinio di quattro dei suoi più valenti vignettisti caduti sotto i colpi dei kalashnikov dei due fratelli individuati come gli autori materiali della strage.
Una decisione, apprendiamo da alcune indiscrezioni, quasi “imposta” all’editore da tutti i giornalisti, alcuni dei quali scampati alla morte per pochi centimetri.
Ma soprattutto una decisione che è anche la migliore e più civile risposta a quanti credono di poter spegnere la voce della satira, e in generale dell’informazione, a colpi di fucile.
tutti
Charlie
Mercoledì 14 gennaio, Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese colpito la scorsa settimana dalla furia terroristica islamica, sarà nuovamente in edicola. E questo malgrado l’assassinio di quattro dei suoi più valenti vignettisti caduti sotto i colpi dei kalashnikov dei due fratelli individuati come gli autori materiali della strage.
Una decisione, apprendiamo da alcune indiscrezioni, quasi “imposta” all’editore da tutti i giornalisti, alcuni dei quali scampati alla morte per pochi centimetri.
Ma soprattutto una decisione che è anche la migliore e più civile risposta a quanti credono di poter spegnere la voce della satira, e in generale dell’informazione, a colpi di fucile.
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