Ammazzatelo
senza alcuna
misericordia
Chi ha la bontà di leggere queste note, sa che da anni, fin dai tempi in cui dirigevo “Il Giornale di Ostia”, mi esprimo a favore della pena di morte per delitti particolarmente efferati che vedono come vittime soprattutto bambini ed anziani, quali ad esempio l’omicidio commesso da Erika ed Omar per impossessarsi di una eredità, l’uccisione del piccolo Tommy, il coma irreversibile della giovane Chiara di Casal Bernocchi.
Oggi, leggendo la cronaca della morte di Cristina e dei suoi bambini di cinque anni e venti mesi da parte del padre “infatuato” di un’altra donna, ne sono sempre più convinto.
Queste persone vanno eliminate. Senza nessuna misericordia.
È inutile parlare di espiazione della pena come momento di ravvedimento, di certezza del diritto, di recupero sociale. Tutte stronzate!
Chi ammazza una bambina di cinque anni ed un bambino di venti mesi dei quali peraltro è il padre, va a sua volta ammazzato.
Mi fanno ridere le argomentazioni dei buonisti a tutti i costi che vogliono vedere in questi assassini il prodotto di una società che non ha valori, mi fanno pena i distinguo di quanti credono ancora che chi ammazza un bambino di venti mesi da qui a qualche anno potrà redimersi, mi fanno schifo dichiarazioni come quelle che ho letto su un individuo che esorta i magistrati a dargli “il massimo della pena”. Tutte stronzate!
Ho sempre pensato, checché ne dicano sociologi, psichiatri e politici di varia risma, che la morte fa paura e sarebbe un ottimo deterrente per questi assassini. Forse se sai, a meno che non sei completamente “fuso” nella testa, che se ammazzi un bambino o un anziano finisci impiccato o sulla sedia elettrica, secondo me ci pensi tre volte prima di ucciderlo.
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