Succubi e
pure fessi
Non so quanti lettori abbiano letto l’intervista, mi pare de Il Giornale, contenente alcune dichiarazioni di uno scafista egiziano che a proposito dei rischi che correva nel caso venisse beccato dalla nostra Marina a trasportare con la sua “carretta del mare” tanti disperati, ha candidamente ammesso: “E che mi frega! Al massimo mi faccio due giorni di galera poi mi rilasciano”.
Insomma facciamo la figura dei succubi rispetto a decisioni che ci riguardano, ma sulle quali non abbiamo modo di incidere e di fessi per la considerazione che questi delinquenti hanno di noi e della nostra giustizia.
Personalmente mi metto a pieno titolo nella lista delle persone tolleranti il cui unico discriminante di fronte al colore della pelle è solo l’intelligenza. In altre parole per me bianchi, neri o gialli sono tutti uguali e quello che li distingue è solo se sono cretini oppure no.
Certo che è difficile commentare la frase di quello scafista egiziano se non facendo ricorso ad una frase di Winston Churchill: “Essere accondiscendenti per debolezza e per paura è fatale. Esserlo da una posizione di forza è magnanimo”.
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