venerdì 29 novembre 2013

Iuc, Iuc
Iuc, hurrà


Chiamatela un po’ come vi pare, Imu, Trise, Tari, Tasi, Tuc e adesso Iuc, fatto sta che l’imposta “più odiata dagli italiani” quella da pagare sulla casa di proprietà c’è e rimane.
Hai voglia a dire “eliminiamola”, il Governo ha deciso che le famiglie italiane devono pagare quel vero e proprio esproprio che riguarda un bene faticosamente costruito per il futuro e non c’è verso che, destra o sinistra, tornino indietro.
Eppure molti avevano creduto a Berlusconi quando proclamava ai quattro venti che quella tassa “non sarebbe passata mai e poi mai”. In realtà, come si è visto poi, è passata aggravata anzi.
E avevano creduto anche ad Enrico Letta che spergiurava che mai avrebbe fatto pagare quella tassa alle famiglie italiane.
E per l’amor di Dio nessuno venga a dire che quei soldi serviranno ai comuni per fornire quei servizi cosiddetti “essenziali”. Innanzitutto perché non è vero: i rifiuti, l’energia, il verde, in Italia sono all’ultimo posto per prestazioni. Poi perché uno Stato che si rispetti deve pensare da solo a fornire quei bene primari ai cittadini non chiedendo loro di aiutarlo. Perché le tasse, considerevole aiuto, già le paghiamo.
E in abbondanza.

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