Ma che sono
amiche del
giaguaro?
Apprendo con profondo sgomento (vedi servizio a pag. 12) che Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due cooperanti liberate il 15 gennaio 2015 per la modica cifra di dodici milioni di euro, dopo essere state rapite il 31 luglio 2014 ad Aleppo dagli jihadisti del Fronte al Nusra, adesso hanno intenzione di ritornare in Siria. E pure tra breve.
Mi auguro fermamente che questa volta l’ennesimo rapimento, sempre possibile, anzi più che possibile, probabile, di queste due sgallettate non ci costi altri dodici milioni di euro sennò ci sarebbe davvero da bestemmiare.
Ma se le due ragazzotte proprio insistessero nell’andare ad… aiutare i poveracci dell’Isis, immagino pure come, lo facciano almeno a determinate condizioni: si facessero pagare dagli jihadisti per le loro prestazioni; evitassero di chiedere soldi agli italiani; evitassero soprattutto rotture di coglioni a quanti - mi riferisco a diplomatici e perché no anche a noi giornalisti -hanno sicuramente qualcosa di meglio da fare e da scrivere; e infine osservassero quella regola aurea che dice: ognuno è responsabile delle sue azioni.
E della sua stupidità! (mi permetto di aggiungere).
venerdì 27 marzo 2015
venerdì 20 marzo 2015
Buonasera!
Firmato
Bergoglio
Era il 13 Marzo del 2013 quando per la prima volta si affacciò su una piazza San Pietro gremita fino all'inverosimile, il successore di Papa Ratzinger: Josè Maria Bergoglio, "il Papa - come disse lui stesso accettando la carica - venuto dall'altra parte del mondo".
La sua prima parola alla cristianità fu "buonasera", quasi un gesto di scusa per l'intromissione, come qualcuno che entra mentre una famiglia sta cenando o nel bel mezzo di una discussione, quasi invadendo una intimità, violando un momento intimo.
Una parola che ha ricordato a molti la frase di Giovanni XXIII, Papa Roncalli: "andate a casa, carezzate i vostri figlioli e dite loro: questa è la carezza del Papa". Parole semplici, spontanee, che solo i grandi personaggi, come appunto Papa Roncalli e Papa Bergoglio, riescono a dire.
Ma la grandezza di questo Papa non deriva solo dalla sua semplicità che poi si tramuta in carisma ma nel saper cogliere momenti importanti nella loro essenza e renderli accessibili a tutti.
E non occorre essere cattolici per seguirlo!
Firmato
Bergoglio
Era il 13 Marzo del 2013 quando per la prima volta si affacciò su una piazza San Pietro gremita fino all'inverosimile, il successore di Papa Ratzinger: Josè Maria Bergoglio, "il Papa - come disse lui stesso accettando la carica - venuto dall'altra parte del mondo".
La sua prima parola alla cristianità fu "buonasera", quasi un gesto di scusa per l'intromissione, come qualcuno che entra mentre una famiglia sta cenando o nel bel mezzo di una discussione, quasi invadendo una intimità, violando un momento intimo.
Una parola che ha ricordato a molti la frase di Giovanni XXIII, Papa Roncalli: "andate a casa, carezzate i vostri figlioli e dite loro: questa è la carezza del Papa". Parole semplici, spontanee, che solo i grandi personaggi, come appunto Papa Roncalli e Papa Bergoglio, riescono a dire.
Ma la grandezza di questo Papa non deriva solo dalla sua semplicità che poi si tramuta in carisma ma nel saper cogliere momenti importanti nella loro essenza e renderli accessibili a tutti.
E non occorre essere cattolici per seguirlo!
venerdì 13 marzo 2015
Ammazza
che fico!
I lettori come è consuetudine troveranno la notizia ampliata all’interno di questa edizione a pag. 16.
Per la verità c’è poco da ampliare: Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, in pratica l’ex Fiat di Torino, ha portato a casa come stipendio lo scorso anno la bazzecola di 66 milioni di euro.
A dirlo non sono io e neppure La Gazzetta ma nientepopodimeno che la Sec, in altre parole la Consob statunitense, l’organismo demandato a vigilare sulle società quotate in borsa.
Tanto per tradurre questi dati in vil danaro, il buon Sergio, che neppure paga le tasse in Italia perché residente all’estero, ha guadagnato esattamente nel 2014 quanto 2000 lavoratori della Fiat si trovano in un anno in busta paga.
Ma sapete quanti sono duemila lavoratori? Sapete quante sono duemila buste paga? Tanti! Tantissime!
E poi il mio medico dice che non devo incazzarmi!
che fico!
I lettori come è consuetudine troveranno la notizia ampliata all’interno di questa edizione a pag. 16.
Per la verità c’è poco da ampliare: Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, in pratica l’ex Fiat di Torino, ha portato a casa come stipendio lo scorso anno la bazzecola di 66 milioni di euro.
A dirlo non sono io e neppure La Gazzetta ma nientepopodimeno che la Sec, in altre parole la Consob statunitense, l’organismo demandato a vigilare sulle società quotate in borsa.
Tanto per tradurre questi dati in vil danaro, il buon Sergio, che neppure paga le tasse in Italia perché residente all’estero, ha guadagnato esattamente nel 2014 quanto 2000 lavoratori della Fiat si trovano in un anno in busta paga.
Ma sapete quanti sono duemila lavoratori? Sapete quante sono duemila buste paga? Tanti! Tantissime!
E poi il mio medico dice che non devo incazzarmi!
venerdì 27 febbraio 2015
Ti piace
vincere
facile…
Trovo meschino ed inaccettabile che dei veri responsabili dello scempio registrato a Roma la scorsa settimana nelle ore immediatamente precedenti la partita di Europa League che vedeva opposta la Roma con il Feyenoord – in ordine decrescente: quei 500 delinquenti travestiti da tifosi, il ministro degli Interni Alfano, il sindaco Marino – adesso si voglia dare la colpa di questi disordini al questore di Roma Nicolò D’Angelo, ai vertici dell’Arma dei Carabinieri ed ai rappresentanti tutti delle forze del’ordine, che ancora una volta invece hanno rischiato in proprio per l’incompetenza di altri.
Così come trovo meschino ed inaccettabile la mancata assunzione di responsabilità, che nessuno badate bene, giudica soggettiva ma oggettiva sì, di chi come Alfano e Marino sono istituzionalmente preposti per il loro ruolo a garantire la pubblica sicurezza.
Ricordate quella pubblicità, mi pare del Gratta e Vinci, in cui centinaia di giocatori di calcio si riversavano nella metà campo della squadra avversaria composta correttamente da undici atleti ed il commento finale: Ti piace vincere facile!
Bene! A me non piace vincere facile né mi piacciono quelli che lo fanno!
Forse per questo preferisco un caffè con D’Angelo che una cena con Alfano o Marino.
vincere
facile…
Trovo meschino ed inaccettabile che dei veri responsabili dello scempio registrato a Roma la scorsa settimana nelle ore immediatamente precedenti la partita di Europa League che vedeva opposta la Roma con il Feyenoord – in ordine decrescente: quei 500 delinquenti travestiti da tifosi, il ministro degli Interni Alfano, il sindaco Marino – adesso si voglia dare la colpa di questi disordini al questore di Roma Nicolò D’Angelo, ai vertici dell’Arma dei Carabinieri ed ai rappresentanti tutti delle forze del’ordine, che ancora una volta invece hanno rischiato in proprio per l’incompetenza di altri.
Così come trovo meschino ed inaccettabile la mancata assunzione di responsabilità, che nessuno badate bene, giudica soggettiva ma oggettiva sì, di chi come Alfano e Marino sono istituzionalmente preposti per il loro ruolo a garantire la pubblica sicurezza.
Ricordate quella pubblicità, mi pare del Gratta e Vinci, in cui centinaia di giocatori di calcio si riversavano nella metà campo della squadra avversaria composta correttamente da undici atleti ed il commento finale: Ti piace vincere facile!
Bene! A me non piace vincere facile né mi piacciono quelli che lo fanno!
Forse per questo preferisco un caffè con D’Angelo che una cena con Alfano o Marino.
venerdì 20 febbraio 2015
I santi in
Paradiso
non sono
per tutti
I lettori di questo settimanale potranno leggere la notizia a pag 13. Noi ci limitiamo solo a riassumerla e ad un breve commento.
Il responsabile del 118 in Sicilia che si trovava in vacanza in Sardegna, colto da malore, ha rifiutato il ricovero in ben due strutture sarde e si è fatto venire a prendere da un elicottero del 118 che ha provveduto a depositarlo in una stanza dell’ospedale Imett di Palermo.
In altre parole un perfetto ed efficiente servizio di ricovero ospedaliero; peccato solo che qualche ora più tardi una neonata che non si trovava certo in vacanza in Sardegna è morta perché in tre ospedali siciliani non c’era un posto dove ricoverarla.
Evitatemi ogni altro commento che sono stufo di beccare una querela ogni volta!
Paradiso
non sono
per tutti
I lettori di questo settimanale potranno leggere la notizia a pag 13. Noi ci limitiamo solo a riassumerla e ad un breve commento.
Il responsabile del 118 in Sicilia che si trovava in vacanza in Sardegna, colto da malore, ha rifiutato il ricovero in ben due strutture sarde e si è fatto venire a prendere da un elicottero del 118 che ha provveduto a depositarlo in una stanza dell’ospedale Imett di Palermo.
In altre parole un perfetto ed efficiente servizio di ricovero ospedaliero; peccato solo che qualche ora più tardi una neonata che non si trovava certo in vacanza in Sardegna è morta perché in tre ospedali siciliani non c’era un posto dove ricoverarla.
Evitatemi ogni altro commento che sono stufo di beccare una querela ogni volta!
venerdì 13 febbraio 2015
Ora chiedono
pure i danni!
Siamo veramente all’assurdo!
Come i lettori potranno leggere a pag. 15 i familiari di un rapinatore rimasto ucciso durante una rapina adesso chiedono “i danni morali e materiali” all’uomo, un benzinaio, che, è stato provato inequivocabilmente dagli investigatori, ha senza premeditazione ma per legittima difesa, colpito il malvivente.
Come a dire: quello stava solo compiendo una piccola rapina, quasi uno scherzo, armato solo di una pistola ed è stato ucciso! E neppure passa loro per la mente che siamo di fronte all’ennesimo delinquente che questa volta ha avuto il fatto suo! Eh no! Pretendono pure i danni manco fosse stato ucciso mentre si recava al lavoro o in gita!
“Vogliamo giustizia”: hanno enfaticamente dichiarato i parenti del rapinatore. Ed il loro avvocato gli ha fatto eco: “Una donna piange suo marito!”
Ma roba da matti!
pure i danni!
Siamo veramente all’assurdo!
Come i lettori potranno leggere a pag. 15 i familiari di un rapinatore rimasto ucciso durante una rapina adesso chiedono “i danni morali e materiali” all’uomo, un benzinaio, che, è stato provato inequivocabilmente dagli investigatori, ha senza premeditazione ma per legittima difesa, colpito il malvivente.
Come a dire: quello stava solo compiendo una piccola rapina, quasi uno scherzo, armato solo di una pistola ed è stato ucciso! E neppure passa loro per la mente che siamo di fronte all’ennesimo delinquente che questa volta ha avuto il fatto suo! Eh no! Pretendono pure i danni manco fosse stato ucciso mentre si recava al lavoro o in gita!
“Vogliamo giustizia”: hanno enfaticamente dichiarato i parenti del rapinatore. Ed il loro avvocato gli ha fatto eco: “Una donna piange suo marito!”
Ma roba da matti!
venerdì 6 febbraio 2015
Io sto con gli
ippopotami
Chi ha la mia età e soprattutto la mia memoria politica ricorderà che la Democrazia Cristiana di un tempo veniva definita ”la balena bianca”.
Molti però probabilmente ignorano che tanti, tantissimi anni fa, un esponente di spicco di questo partito, peraltro sindaco di Roma, l’on. Clelio Darida, la definì in una intervista che mi aveva accordato, “un branco di ippopotami che si muove alla ricerca dell’acqua”.
Bene, detto questo, voglio anche dire che malgrado l’intempestività dei tempi – il nuovo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto alle 12,59 di sabato 31 Gennaio , appena diciassette ore dopo che La Gazzetta era andata in stampa - non posso esimermi dall’esprimere qualche valutazione sul nuovo inquilino del Quirinale e sulle ragioni che ne hanno consentito l’elezione.
Per amore di sintesi ne citerò solo tre: la vittoria del Pd, la sconfitta del Centro Destra, la positiva ricerca della pozza d’acqua alla quale abbeverarsi da parte degli ippopotami.
Cominciamo dal Pd: non c’è dubbio che l’elezione di Mattarella è stata soprattutto l’affermazione di Renzi. Inutile arzigogolare, tergiversare, cercare dietrologie. Come disse una volta Bersani: “ io ho vinto, voi avete perso!”
Parimenti non c’è dubbio che la sconfitta del Centro Destra sia figlia di comportamenti anomali al limite della paranoia. Mi riferisco in particolare ad Angelino Alfano che con il suo “appoggio non appoggio” ha rischiato di far venire un coccolone al buon Silvio. Perché diciamoci la verità: un Mattarella al Quirinale fa comodo anche a Berlusconi visto che il suo candidato, ex ministro, ha racimolato due voti alla prima votazione e tre alla seconda.
E finiamo con gli ippopotami: la Dc o almeno una buona parte della “vecchia guardia” ne esce a testa alta. Erano almeno venticinque anni che stavano in disparte a Piazza del Gesù come il cugino povero alla tavola del parente ricco. Adesso sperano in sette anni di vacche grasse senza dover cercare gli stagni dove abbeverarsi.
Hai visto mai...
ippopotami
Chi ha la mia età e soprattutto la mia memoria politica ricorderà che la Democrazia Cristiana di un tempo veniva definita ”la balena bianca”.
Molti però probabilmente ignorano che tanti, tantissimi anni fa, un esponente di spicco di questo partito, peraltro sindaco di Roma, l’on. Clelio Darida, la definì in una intervista che mi aveva accordato, “un branco di ippopotami che si muove alla ricerca dell’acqua”.
Bene, detto questo, voglio anche dire che malgrado l’intempestività dei tempi – il nuovo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto alle 12,59 di sabato 31 Gennaio , appena diciassette ore dopo che La Gazzetta era andata in stampa - non posso esimermi dall’esprimere qualche valutazione sul nuovo inquilino del Quirinale e sulle ragioni che ne hanno consentito l’elezione.
Per amore di sintesi ne citerò solo tre: la vittoria del Pd, la sconfitta del Centro Destra, la positiva ricerca della pozza d’acqua alla quale abbeverarsi da parte degli ippopotami.
Cominciamo dal Pd: non c’è dubbio che l’elezione di Mattarella è stata soprattutto l’affermazione di Renzi. Inutile arzigogolare, tergiversare, cercare dietrologie. Come disse una volta Bersani: “ io ho vinto, voi avete perso!”
Parimenti non c’è dubbio che la sconfitta del Centro Destra sia figlia di comportamenti anomali al limite della paranoia. Mi riferisco in particolare ad Angelino Alfano che con il suo “appoggio non appoggio” ha rischiato di far venire un coccolone al buon Silvio. Perché diciamoci la verità: un Mattarella al Quirinale fa comodo anche a Berlusconi visto che il suo candidato, ex ministro, ha racimolato due voti alla prima votazione e tre alla seconda.
E finiamo con gli ippopotami: la Dc o almeno una buona parte della “vecchia guardia” ne esce a testa alta. Erano almeno venticinque anni che stavano in disparte a Piazza del Gesù come il cugino povero alla tavola del parente ricco. Adesso sperano in sette anni di vacche grasse senza dover cercare gli stagni dove abbeverarsi.
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