venerdì 10 maggio 2013

Per dirla
alla Emilio:
che figura
di m...!

E così c’è rivolta nel Movimento 5 Stelle.
Tutto perché Onorevoli e Senatori grillini si sono accorti che portare a casa più o meno 15 mila euro mensili è molto meglio che restituirne una parte al loro movimento, come pure si erano impegnati a fare.
Insomma la carne è debole.
Ancor più debole se poi la carne è accompagnata da un paio di sostanziosi contorni più conosciuti come rimborsi seppure a piè di lista.
E adesso chissà come riuscirà a mediare le posizioni dei suoi eletti, Beppe Grillo che sembra l’unico ad non essere stato preso dalla smania di possesso.
E non credo, come si dice perchè sia un milionario.
Per i suoi eletti invece che figura di m…! Come avrebbe detto il mio irascibile collega Emilio Fede

venerdì 3 maggio 2013

Enrico Primo
di Sassonia
l’Uccellatore
e Enrico Letta

Enrico I Sassonia, più noto anche come Enrico l'Uccellatore, è stato duca di Sassonia dal 912 e re dei Franchi dell'Est dal 919. Nato nell’876, a Memleben morì nella stessa città il 2 luglio 936. Figlio di Ottone I Duca di Sassonia, sposò  Matilde di Ringelheim dalla quale ebbe Ottone I del Sacro Romano Impero, Gerberga di Sassonia.
Sembra che Heinrich Himmler, il famigerato capo delle SS hitleriane, si ritenesse una sua reincarnazione.
Enrico Letta è nato a Pisa il 20 agosto del1966. Figlio di Anna Banchi e di Giorgio, professore di Calcolo delle probabilità all'Università di Pisa, è socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei e dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Inoltre è nipote di Gianni Letta, uno dei principali collaboratori di Silvio Berlusconi. Laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa è sposato in seconde nozze con la giornalista Gianna Fregonara e ha tre figli.
Al momento non si conoscono ipotesi di reincarnazione.
Enrico l’Uccellatore è passato alla storia per ave rifiutato “l’unzione”, cioè il legarsi pedissequamente ai voleri del papa e della Chiesa.
Enrico Letta passerà alla storia per aver accettato la benedizione e le imposizioni di Silvio Berlusconi che tra l’altro rischiano di procurargli non pochi problemi con la sua base.
Fine.

venerdì 26 aprile 2013

Uno schiaffo
alla miseria

Tra le centinaia di notizie che ogni giorno sono costretto a leggere, vuoi per lavoro, molto meno per diletto,  qualcuna piacevole, qualcun'altra fastidiosa, tantissime inutili e altrettanto demagogiche, ce n’è una che questa settimana mi ha particolarmente colpito e che anche voi lettori di questo consueto editoriale, potete leggere a pag 8 di questa edizione.
Eccola allora la notizia in estrema sintesi: il sindaco Gianni Alemanno ha riunito al ristorante Tre Fontane all’Eur mille invitati che hanno pagato mille euro a testa  - un milione di euro totale - per partecipare ad una cena per l’inaugurazione della sua campagna elettorale, presente Silvio Berlusconi che l’altro si è esibito in una performance di canzoni in francese dedicate a Rosi Bindi e battute per le dimissioni di Pierluigi Bersani.
A quanto ho letto tra i partecipanti c’erano Luciano Ciocchetti , Renata Polverini insieme ad una nutrita schiera di imprenditori più o meno conosciuti, oltre a qualche manager delle municipalizzate capitoline tra cui il presidente della Camera di Commercio e di Acea Giancarlo Cremonesi.
Al di là del bon ton delle canzonette e delle battute – ma Berlusconi da persona colta qual è  ricorderà certamente cosa dicevano gli antichi romani: al nemico che fugge ponti d’oro – mi sembra davvero di pessimo gusto chiedere mille euro in momenti in cui tanti romani non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Cosa penseranno allora questi romani di chi si è potuto permettere il lusso di buttare mille euro  - per molti tutta la pensione del mese o l’intero stipendio - per sovvenzionare Alemanno, ma sarebbe stato lo stesso per chiunque lo avesse fatto a destra come a sinistra? – E soprattutto perché? Con quale fine hanno pagato questi soldi? Amore per Alemanno? Desiderio di non mostrarsi irriconoscenti? Speranza che poi Gianni, in caso di rielezione a primo cittadino, si sarebbe ricordato di loro e del loro obolo? O che?
Quale che sia la risposta quella cena resta uno schiaffo alla miseria.

venerdì 19 aprile 2013

Mio Dio
speriamo
proprio
di no!

Sembra, almeno a quanto dichiarato dalla Nasa, che nella Via Lattea, a circa 3 milioni di anni luce dal nostro pianeta, anno più anno meno, ci siano ben due pianeti molto simili alla Terra dove potrebbe svilupparsi, se non si è già sviluppata, una vita uguale a quella registrata qui da noi.
La notizia, per la verità, non mi sconvolge più di tanto.
Ho sempre creduto che per la sua stupidità l’uomo non può essere solo in questo universo altrimenti Dio nel crearlo, avrebbe commesso la più grande fesseria interplanetaria di tutti i tempi, passati e futuri.
Quello che mi preoccupa invece è: non è che anche lì su quei due pianeti, ci saranno personaggi come Fiorito, Bossi o Lusi?
Mio Dio, speriamo proprio di no!

venerdì 12 aprile 2013

Non c’ero
e se c’ero
dormivo

Leggo su una agenzia stampa, per la verità non senza qualche punta di indignazione, che tra i 58 “grandi elettori”, tra cui peraltro ci sono soltanto cinque donne, che dovranno votare il nuovo Capo dello Stato,  ben dieci, sono inquisiti o indagati.
Non solo ma altri due sarebbero addirittura pregiudicati.
Insomma, se la matematica non è un opinione, il venti per cento di questi grandi elettori ai quali la Costituzione affida il mandato di scegliere chi rappresenterà il nostro paese nel mondo per sette anni, non sarebbero, diciamo così, in rapporti proprio idilliaci con la legge.
Ma mi verrebbe da obiettare: quando si scelgono questi nomi le segreterie dei partiti, di solito sempre vigili ed attente nel compilare le liste e fornire permessi di transito a vario titolo e in vario modo, dove sono?
Forse dormono.

venerdì 5 aprile 2013

Meglio
un uovo
oggi che…

Non sembra trovare sbocco la querelle riguardante la formazione di quel governo che dovrebbe portare l’Italia fuori dalle secche di una crisi che di giorno in giorno, anzi è meglio dire di ora in ora, si fa sempre più acuta.
Inutile e forse anche masochistico tornare su di chi sia la responsabilità. 
Diciamocelo chiaramente: queste sono le composizioni delle forze in campo, questi i numeri, questo lo scenario. E nulla di quello che scriviamo servirà a cambiarlo di una riga.
I napoletani della Repubblica delle Due Sicilie solevano dire: “Francia o Spagna purchè se magna”, a proposito degli stranieri che si contendevano la loro terra.
Adattiamoci allora anche noi: “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.
Insomma sbrighiamoci.

venerdì 29 marzo 2013

Una piccola
obiezione
di Diritto
Internazionale

Il Governo indiano si è avvalso, come giustificazione  giuridica del suo comportamento nella vicenda dei nostri due marò, della interpretazione di una norma del Diritto Internazionale che testualmente recita: “Male captus sed bene detentus”. Si tratta di una espressione latina che tradotta vuol dire “arbitrariamente catturato, ma arrestato correttamente”.
Siamo di fronte ad una delle dottrine giuridiche più controverse e contestate per quanto riguarda il Diritto Internazionale che vede le scuole di pensiero equamente divise sull’applicazione e la correttezza di questa norma.
Secondo questa dottrina insomma il fatto che una persona potrebbe essere stata erroneamente o ingiustamente arrestata, non pregiudicherebbe la detenzione legittima e la comparsa in un giusto processo.
Molti paesi, Italia compresa, tra cui per prima la stessa Corte Suprema degli Stati Uniti,  che a metà degli anni ‘30 stabilì un precedente in materia da allora seguito, hanno più volte dichiarato in varie occasioni che “se una persona di un altro paese è fermato in modo irregolare, il diritto di istituire come difesa il modo illegale con la quale è stato trasportato ad un tribunale, appartiene al Governo dal cui territorio è stato ingiustamente preso".
Nostri marò a parte, il caso più noto è quello del boia nazista Adolf Eichmann, catturato dagli israeliani del Mossad a Buenos Aires e condotto in Israele dove venne poi  condannato, dopo un pubblico processo, alla pena di morte.
Non sono un esperto di Diritto Internazionale ma mi sorge spontaneo un dubbio: “questa norma è applicabile anche nei confronti di rappresentanti di una legittima e riconosciuta Forza Armata di un paese democratico?”.