venerdì 7 dicembre 2012

Così non
può andare
avanti!

Chi ha la bontà di leggermi settimanalmente in questi miei commenti ricorderà certamente che un paio di edizioni fa mi ponevo l’interrogativo se approvare o meno l’operato del governo Monti.
Questa settimana mi è stata data l’occasione di leggere alcuni atti parlamentari in materia di riforme del lavoro e di pensioni oltre ad interessante studio sul codice penale americano ed ho sciolto la riserva: per quello che vale ovviamente il mio giudizio, a me questo governo non piace.
Ci vorrebbe una intera edizione de “La Gazzetta del Litorale” per approfondire il mio giudizio negativo e credo che forse ai miei lettori non interesserebbe neppure entrare nei dettagli.
Fatto sta che mi sto convincendo sempre più che questo Governo ha fatto poco per chi non ha, lasciando intatti i privilegi di quanti invece hanno. Forse anche troppo. Mascherando tutto sotto la promessa di una ripresa che non vedo, se si esclude l’abbassamento dello spread ( ma siamo sicuri che non è fisiologico?). Non vedo ad esempio più lavoro, non vedo più eque pensioni, non vedo un futuro migliore per i giovani e per quanti ogni giorno combattono per arrivare a sera.
Sono rimasto sconvolto dalla morte per troppo lavoro, come hanno refertato i medici, di quella povera donna a Termini: lavorava dalle 4 di mattina alle 9 di sera per 800 euro. Lo Stato, in questi come in altri casi però, apprende tutto ciò dalle cronache dei giornali o quando succede una disgrazia.  Prima è ignorante nel senso che ignora.
E allora caro il mio professore della Bocconi così non va! Manca una vera politica sociale quella che non tollera privilegi ma pretende il rispetto dei diritti per malati, anziani, lavoratori. Manca la tutela delle fasce sociali più deboli, penso ai pensionati a 500 euro mensili, agli esodati, senza lavoro e senza pensioni, a chi è costretto a pagare l’IMU anche se quelle quattro mura se l’è già pagate abbastanza. Manca il rispetto per l’uomo, inteso come essere umano. Penso ai vari Fiorito, Lusi, Penati, Formigoni ed ai loro amici, o sarebbe meglio dire complici, ed a migliaia di altri come loro che arraffano alle nostre spalle tanto la bella vita l’hanno fatta, in galera ci staranno solo qualche anno e se la caveranno restituendo una cifra irrisoria rispetto a quanto hanno preso. Sapete che negli Stati Uniti chi emette un assegno scoperto anche di poche migliaia di dollari rischia fino a quindici anni di carcere? Sapete che negli Stati Uniti chi evade le tasse può addirittura beccarsi venti anni di prigione? Sapete infine che un senatore del Congresso per il solo sospetto di non aver operato nell’interesse dei suoi elettori o, meglio ancora, contro le decisioni dell’Amministrazione, viene mandato a casa senza tanti fronzoli.
E qui stiamo ancora a discutere della Fornero!

venerdì 23 novembre 2012

Monti, vorrei
promuoverlo
ma non posso

Mi trovo veramente in difficoltà nel dare un giudizio a questo governo che ha appena festeggiato un anno dal suo insediamento.
Se da una parte è giusto riconoscergli il merito di una discesa dello spread e la ripresa della nostra credibilità a livello internazionale, dall’altra non mi pare abbia fatto molto, ed aggiungerei bene, per garantire i suoi cittadini. Mi riferisco alle manovre economiche a sostegno dei più deboli, pensionati ed operai, mi riferisco ai tagli alla politica, numero dei parlamentari,stipendi e auto blù con tanto di annessi e connessi, che avrebbe dovuto essere più incisiva e soprattutto meno timorosa.
E’ facile, è vero Fornero, tartassare chi non ha mezzi di difesa se non lo scendere in piazza, forse un po’ più meno facile prendersela con chi, manager di stato, speculatori, evasori, muovono le fila del consenso e della mutua assistenza.
Per questo non sono un supporters di Mario Monti anche se tutto sommato mi è sembrato e ancora mi sembra il male minore. Di fronte ad una classe politica squalificata, inerte e forcaiola probabilmente Monti se non la panacea di tutti i mali è almeno una soluzione.
Piccola quanto volete ma una soluzione.

venerdì 16 novembre 2012

Gli Stati Uniti
alle urne
l’Italia
alle ceneri

Ci sono, e chi potrebbe negarlo, delle sostanziali differenze tra gli Usa e l’Italia.
La prima, o se preferite, l’ultima che mi viene in mente riguarda il sistema di voto. Pur con le debite differenze tra le presidenziali americane e le politiche italiane.
Obama vince in una elezione che appassiona ma non suscita polemiche. In Italia sono mesi che si discute ancora di quale metodo elettorale usare: se il porcellum o un suo stretto parente. Figuriamoci poi del risultato!
Ma c’è di più. Negli Usa un sistema sperimentato fin dai tempi di Abramo Lincoln tiene. In Italia, se non vado errato questo nuovo sistema che verrà, perché è sicuro che qualcosa succederà, è il sesto che cambiamo dal 1946 ad oggi.
Chi non cambia mai invece da noi sono i personaggi in gioco.
Nel bene e nel male  

venerdì 2 novembre 2012

Di Malan
in peggio

Mi rendo conto che l’argomento potrebbe non interessare più di tanto i lettori di questo settimanale ma, credetemi, la rabbia è tale che, da possibile giornalista coinvolto, non si sa mai, non posso fare a meno di parlarne.
Dunque, molti avranno seguito il dibattito sulla cosiddetta legge “Salva Sallusti” sulla riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa, con tanto di cancellazione della pena detentiva ma inasprimento delle sanzioni pecuniarie. Una porcata bella e buona da far impallidire perfino lo stesso Calderoli che pure di porcate se ne intende!  
Ma quello che, probabilmente è sfuggito a molti, è che nelle more di questa riforma il senatore del PdL Lucio Malan, ha presentato un emendamento nel quale si legge che “ per il giornalista che riporta notizie tendenti a screditare la Pubblica Amministrazione, un corpo politico o una Autorità costituita in collegio, in altre parole per offese ad un politico, ad una forza politica o amministrativa, la multa comminata è aumentata fino a 5 volte il suo importo”. In altre parole nel caso di stipendi extra lusso, (Leggi manager di Stato), di emolumenti  presentati come eccessivi, (Leggi Francone “Batman” Fiorito), di paragoni falsi con altre analoghe procedure,(Leggi pensioni dei nostri parlamentari), la somma viene in pratica aumentata di cinque volte. E poco importa se poi il fatto si dimostra reale. Il reato è già adombrare il sospetto di discredito nei confronti di tali soggetti.
Per inciso (lo scrivo prima che approvino, come pare, l’emendamento) il senatore Lucio Malan è già ampiamente noto alle cronache della Casta per essere stato scoperto a votare al posto di colleghi assenti, per essere stato espulso dal Senato dopo aver lanciato una copia del regolamento contro l’allora presidente Marini, per avere contrattualizzato moglie e nipote nel suo staff.  

venerdì 26 ottobre 2012

Iniziano
le grandi
manovre

Più si avvicinano le elezioni, e non importa se parliamo di quelle nazionali,regionali,comunali oppure municipali, che i nostri politici locali sono in preda alle convulsioni o, se preferite, al frenetico ballo di san Vito.
Lo dimostrano le fibrillazioni di alcuni imprenditori, che francamente hanno fatto il loro tempo dopo anni di saccheggio di questo territorio, le convulsioni di una classe politica, per la maggior parte almeno, incapace di governare con un minimo di buon senso se non proprio di onestà non solo intellettuale, le frenesie di alcuni personaggi che, a ben guardare, è meglio perdere che trovare.
Insomma più si avvicina la data delle grandi manovre più questi generali da operetta si danno da fare per attaccare il ridotto, espugnare la trincea, condurre all’assalto, mai in prima linea però, quelle che una volta si chiamavano le truppe cammellate.
Il risultato? Dirigenti che saltano, funzionari trasferiti, politici che si affannano ad abbandonare la barca che sta per affondare magari per trasferirsi  anche su una zattera ma che almeno dà la sicurezza di restare a galla.
E i cittadini? Guardano ed aspettano.

venerdì 19 ottobre 2012

Modifico per
continuare
a mentire

Personalmente a me Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale non piace. Non mi piace come direttore, non mi piace come giornalista, non mi piace per le sue idee che trovo troppo di parte e prive di quel requisito fondamentale che dovrebbe contraddistinguerci e cioè l’obiettività. Pur tuttavia trovo indegna ed assolutamente ingiustificata la sua condanna a 14 mesi di reclusione per aver omesso di controllare un articolo, peraltro neppure scritto da lui, pieno di idiozie.
Scrivo tutto questo anche se sono convinto che Sallusti in galera non ci andrà mai.
Ma i vero nodo della questione non è Sallusti: è una legge incivile che ipotizza una pena detentiva verso chi, il giornalista, talvolta può sbagliare,seppure in buona fede, per fretta o pressapochismo.  Ma ancora più incivilei sono le norme, proposte questa settimana da Gasparri, ed attualmente al vaglio della Commissione Giustizia del Senato, che modificano questa legge abrogando la pena detentiva ( così si salva legalmente Sallusti) e comminando soltanto pene pecuniarie da 30 mila euro in su. Insomma non una multa rapportata all’inesattezza della notizia ma tanti soldoni  da sborsare senza alcuna possibilità di cavarsela rettificando quanto scritto.
Ha ragione il vice direttore de “Il Fatto Quotidiano” Marco Travaglio quando scrive: “il risultato ( dell’approvazione di queste norme) è lampante: gli editori miliardari continueranno a scatenare campagne di menzogne contro avversari politici o affaristici tramite i loro killer a mezzo stampa, che saranno disposti a tutto: tanto, se condannati, non rischieranno più una pena detentiva (che, se cumulata più volte, potrebbe anche superare i fatidici tre anni e portarli davvero in cella), ma solo una multa. Che, per quanto salata, non pagheranno di tasca propria, ma accolleranno ai loro mandanti, come incerto del mestiere, anzi come investimento per i loro sporchi interessi. Idem per i giornali che non vendono una copia, ma sono finanziati dai milioni del finanziamento pubblico e ne accantoneranno una parte nel fondo-rischi per campagne di discredito. Invece i giornali piccoli, che campano solo grazie ai propri lettori e abbonati, vivranno sotto il perenne ricatto di querele che, ogni volta che finiranno male, sottrarranno al giornalista o alla società da 30 mila euro in su, col rischio di chiudere bottega e senza potersi difendere rettificando eventuali errori commessi in buona fede. Un trionfo per i bugiardi e una disfatta per i giornalisti onesti.”

venerdì 12 ottobre 2012

Avanti
Savoia!
Pardon
Papagni!

Lui, Paolo Papagni, proprietario dello stabilimento balneare “Le Dune”, non è nuovo a questo tipo di sfuriate. Insomma Paoletto per gli amici e PPP per gli ex compagni di calcetto, malgrado la stazza non imponente, è alto poco più di 1 metro e sessantacinque per una settantina di chili di peso, è, come si dice in gergo, un fumantino. Uno cioè che non ci pensa due volte ad attaccar briga salvo poi, per evitare guai peggiori, a chiedere scusa.
E’ puntualmente successo anche giovedì mattina quando, incazzato nero per la minaccia di ritiro della concessione al suo stabilimento balneare da parte del XIII Municipio, si è scagliato a Via Claudio contro il consigliere di maggioranza il pidiellino Stefano Salvemme prima sputandogli addosso poi cercando di colpirlo con un pugno ed un calcio.