La modestia
è la virtù
dei fessi. La presunzione
anche però…
Chi mi conosce sa che in quarant’anni di professione non ho
mai usato l’espressione: “nessuno mi può dare lezioni di giornalismo”.
Dirò di più: credo che almeno 140 mila giornalisti pubblicisti
e 10 mila giornalisti professionisti, quanti sono pressappoco oggi in Italia i
miei colleghi iscritti all’Ordine, siano in grado di farlo.
Questo perchè il buon giornalismo non è, per fortuna, una
verità assoluta ma si compone di una miriade di variabili indipendenti tra cui,
ovviamente, c’è anche l’intelligenza, la cultura, l’esperienza, l’intuito,
l’onestà intellettuale, ecc.
Personalmente ho sempre ricevuto da tutti i miei
collaboratori qualcosa in termini di proposizione, idee, consigli e perché no,
anche lezioni. E ne ho cercato di fare buon uso.
Detto questo io, quando scrivo un pezzo, ancor più se un
commento, cerco sempre di non offendere nessuno sul piano personale, ma questo
non mi impedisce, e non mi impedirà mai, di dire quello che penso. A maggior
ragione quando i pessimi risultati evidenziati sono sotto gli occhi di tutti.
Che abbia “una penna pesante” lo so. L’ho sempre saputo. Lo
so addirittura dal 1973 quando presi la mia prima querela (fu l’Avis a
denunciarmi per un articolo sul “Roma” di Napoli).
Ma attenzione a non confondere mai i giudizi con la
calunnia.
Vale per tutti.
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