venerdì 12 luglio 2013

La modestia
è la virtù
dei fessi. La presunzione
anche però…

Chi mi conosce sa che in quarant’anni di professione non ho mai usato l’espressione: “nessuno mi può dare lezioni di giornalismo”.
Dirò di più: credo che almeno 140 mila giornalisti pubblicisti e 10 mila giornalisti professionisti, quanti sono pressappoco oggi in Italia i miei colleghi iscritti all’Ordine, siano in grado di farlo.
Questo perchè il buon giornalismo non è, per fortuna, una verità assoluta ma si compone di una miriade di variabili indipendenti tra cui, ovviamente, c’è anche l’intelligenza, la cultura, l’esperienza, l’intuito, l’onestà intellettuale, ecc.
Personalmente ho sempre ricevuto da tutti i miei collaboratori qualcosa in termini di proposizione, idee, consigli e perché no, anche lezioni. E ne ho cercato di fare buon uso.
Detto questo io, quando scrivo un pezzo, ancor più se un commento, cerco sempre di non offendere nessuno sul piano personale, ma questo non mi impedisce, e non mi impedirà mai, di dire quello che penso. A maggior ragione quando i pessimi risultati evidenziati sono sotto gli occhi di tutti.
Che abbia “una penna pesante” lo so. L’ho sempre saputo. Lo so addirittura dal 1973 quando presi la mia prima querela (fu l’Avis a denunciarmi per un articolo sul “Roma” di Napoli).
Ma attenzione a non confondere mai i giudizi con la calunnia.

Vale per tutti. 

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