Il waterfront
delle troppe
speculazioni
Non credo che il consigliere municipale Pdl, Stefano Salvemme abbia bisogno di un avvocato difensore.
Né di fiducia né d’ufficio.
Pur tuttavia credo sia inevitabile intervenire con questa breve nota dopo la filippica, con qualche piccola distrazione grammaticale, (vedi servizio a pag 3 di questa edizione), del suo collega di aula e di partito, Tommaso D’Annibale, ex democristiano di pura osservanza sbardelliana, distintosi, fin dai tempi in cui, mi pare, fosse capogruppo Dc in XIII Circoscrizione (era l’epoca della presidenza di Romano Corsetti, ve lo ricordate?), più per la frequentazione di sezioni, che dell’aula Massimo Di Somma.
Conosco da tempo Stefano Salvemme e posso dire che il suo lavoro politico, in questi cinque anni di consiliatura, non si è limitato solo a bancarelle e mercatini, come insinua velenosamente D’Annibale, ma, soprattutto discutendo di waterfront, abbia toccato temi importanti e certo di non poco conto, soprattutto economici, per Ostia.
Probabilmente, vista la reazione scomposta del florido e pasciuto Tommaso, temi evidentemente poco graditi ad una certa corrente del Pdl.
Non vorrei allora che questo costituisca il pretesto per trasformare il waterfront delle idee in waterfront delle speculazioni.
Eh già! Perché proprio come diceva il mentore del buon D’Annibale, il divo Giulio (Andreotti): “a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci si coglie”.
Nessun commento:
Posta un commento