ELEZIONI E
REFERENDUM:
SAREMO VINCOLI
O SPARPAGLIATI?
E’ ormai certo che si voterà ad Aprile, forse domenica 7 e lunedì 8. Domenica e lunedì precedenti, il 31 Marzo ed il 1 Aprile infatti, ricorre la santa Pasqua. Quello che non è certo (diciamo il 10 per cento) è se a queste elezioni politiche sarà anticipato, congiunto oppure seguirà, un referendum sulla volontà degli italiani di rimanere dentro l’Unione Europea e, di conseguenza, di mantenere o meno l’euro. Più o meno così come chiedono il PdL, il Pd e l’Udc o come invece non vogliono soprattutto il Movimento 5 Stelle e alcuni partiti della Destra e della Sinistra estrema.
Discorso semplice per le elezioni: alla fine vinceranno tutti, a meno di clamorosi scivoloni, sia se si raffronteranno i dati delle urne con quelli delle tornate precedenti, fino alla dittatura di Caio Giulio Cesare, sia se la formula uscita dalle urne, sarà premiante per questa o quella coalizione, seppure con un minimo scarto.
Un po’ più complessa la vicenda dei referendum: escluso un referendum abrogativo, perché la Costituzione vieta di sottoporre a referendum abrogativo i trattati internazionali, rimane quello consultivo. Ma come la mettiamo con il fatto che non avrebbe forza di legge? Insomma che potrebbe anche essere ignorato? Per la verità resterebbe il referendum istituzionale ma l’ultimo ed anche unico caso nella nostra storia, risale alla tanto contestata scelta tra Monarchia e Repubblica. Ed in tal caso non essendoci più un promulgatore che all’epoca fu il Principe Umberto di Savoia, a chi lo facciamo promulgare: a Nicole Minetti?
Un po’ più complessa la vicenda dei referendum: escluso un referendum abrogativo, perché la Costituzione vieta di sottoporre a referendum abrogativo i trattati internazionali, rimane quello consultivo. Ma come la mettiamo con il fatto che non avrebbe forza di legge? Insomma che potrebbe anche essere ignorato? Per la verità resterebbe il referendum istituzionale ma l’ultimo ed anche unico caso nella nostra storia, risale alla tanto contestata scelta tra Monarchia e Repubblica. Ed in tal caso non essendoci più un promulgatore che all’epoca fu il Principe Umberto di Savoia, a chi lo facciamo promulgare: a Nicole Minetti?
Ed ecco allora tornare in ballo le elezioni: è chiaro che referendum o non referendum, andando a votare quei partiti che vogliono una permanenza in Europa ed il mantenimento dell’euro diremo si tanto ai loro rappresentanti quanto a questo status quo . Di contro; andando a votare i partiti che non vogliono né l’Europa comunitaria né l’euro, sceglieremmo un governo diverso ed anche un futuro diverso.
Insomma: saremo vincoli o sparpagliati?
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